Smania (e un ps)

Capisco la voglia, perfino la smania, di aiutare le popolazioni che stanno vivendo ore drammatiche. E’ perfino encomiabile lo slancio, anche il sottoscritto avrebbe voglia di prendere l’auto e andare a dare una mano, anche a spostare una pietra per provare. Bisogna però capire bene che in queste ore si sta consumando ancora un’emergenza: ci sono corpi, purtroppo, sotto le macerie e andare in quei luoghi senza competenze è un rischio. Per se stessi e soprattutto per gli altri. Per agire con efficacia in zone di emergenza bisogna avere specifiche competenze, sapere cosa fare e quando farlo. E’ un po’ come la tecnica di pronto soccorso: se la conosci, salvi una vita; se non la conosci, rischi di spezzarla. Lo dico dopo un’altra mattinata passata a Radio Siena Tv a cercare di capire la situazione, a intervistare operatori di protezione civile che sono stati o sono in quelle zone e che vivono il dramma e l’orrore. La stessa cosa vale per la raccolta di materiale: non è questa la fase, ancora. Benchè privati, associazioni e gruppi vari si stiano attivando e sia encomiabile questa attivazione: dalle zone terremotate tutti gli operatori dicono: “Non è il momento di queste raccolte”. Questo è quello che ho registrato, poi ognuno agisca per propria coscienza.

Ps: a proposito di immigrati, hotel a cinque stelle e tendopoli, utile leggere, ogni tanto (http://www.ilpost.it/2015/06/17/immigrati-alberghi-di-lusso-salvini/). E’ difficile, certo, richiede uno sforzo, ma almeno in queste occasioni evitiamo di scadere nel ridicolo.

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In emergenza

Senz’altro dirette come quella di stamani su Radio Siena Tv le risparmierei volentieri. Non faccio questo mestiere per raccontare tragedie, benchè, purtroppo, queste facciano parte della quotidianità e sia necessario raccontare ed informare, se non altro (come stamani) per rassicurare alcune famiglie senesi che avevano parenti e bambini in quelle zone. Nella tragedia è altrettanto positivo registrare come la tanto vituperata Siena sia ancora capace di muoversi e di aprire il cuore con le associazioni di volontariato subito mobilitate, oltre naturalmente a Vigili del fuoco e membri della protezione civile. Due piccoli considerazioni su questo blog. E’ molto apprezzabile la sensibilità e la voglia di provare a dare il proprio contributo, ma queste sono le ore dell’emergenza assoluta e in questa fase servono persone specializzate nel fronteggiarla. Inutile “affollare” le zone colpite se non si ha una preparazione più che specifica per affrontare quel tipo di situazioni, che sono incredibilmente complicate anche per quello che riguarda gli aspetti apparentemente più semplici. Ci sarà purtroppo tempo per dare una mano in altro modo, come ad esempio è stato fatto in passato per L’Aquila. La seconda si lega alla prima: come spiegato questa mattina su Radio Siena Tv dalla direttrice del Centro sangue toscano Simona Carli, donare il sangue è sempre utile, soprattutto adesso che siamo in estate. Ma la primissima emergenza viene tamponata con le scorte sia dalle zone colpite che dagli ospedali limitrofi, compresi quelli toscani, attraverso le scorte. E’ utile quindi donare nei prossimi giorni per rimpinguare dette scorte, ma senza affollare adesso o, peggio, ingolfare i centri: consiglio di contattare i responsabili di gruppi o associazioni che conoscono bene la situazione e possono smistare, incentivare o “filtrare”. Insomma, affidiamoci a chi ha competenza. L’ultima e amara annotazione. Purtroppo c’è chi continua anche in queste situazioni a chiudere l’interruttore del cervello: ho letto frasi e slogan da brivido sui social, del tipo “adesso no tendopoli, ma alberghi a cinque stelle come agli immigrati”, oppure “aiutiamo prima gli italiani”. Non siamo al livello delle risate telefoniche immediatamente successive al terremoto de L’Aquila, ma ci manca poco. Molto poco.

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Turismo agostano (e un ps)

“Invasione di turisti, soprattutto spagnoli e francesi”. Lo ha detto Sonia Pallai, assessore al turismo del Comune di Siena, ai microfoni di Radio Siena Tv, sull’affluenza turistica delle prime settimane di agosto. Dati ufficiali, ovviamente, non ci possono ancora essere, ma l’assessore avrà evidentemente dei riscontri dall’alto della sua posizione. Dal basso della mia, in effetti, di gente ne ho vista tanta, ma è meramente un’opinione personale da un osservatorio peraltro ristretto. Bisognerebbe capire cosa ne pensino gli operatori e qua e là non ho letto commenti entusiasti, anche se poi bisognerebbe sempre edulcorare le posizioni dai riferimenti più o meno politici. Di certo turismo, destagionalizzazione, no al mordi e fuggi (che comunque a qualcosa serve, almeno per il momento), no al turismo che consuma e che non rispetta (bivacchi e co compresi) sono parole che riecheggiano da tempo. Qualcosa è stato fatto, qualcosa d’altro deve essere ancora fatto. Da parte di istituzioni e senesi, già capire, però, che rispetto al passato fatto di “dei turisti che ce frega”, il futuro e il presente non possono che basarsi anche e soprattutto sul turismo, è un passo interessante.

Ps: prime unioni civili in provincia di Siena a Sovicille e a Sarteano, a settembre si farà anche a Siena. “I problemi sono altri” dirà e dice sicuramente qualcuno. Può darsi, ma per me è stata vinta una battaglia di civiltà. Poi Mps, Pd, immigrati, traffico, sporco, bici elettriche, posteggi rimangono. Ma alla domanda “Che ore sono?” non si può sempre rispondere “Son cipolle”.

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Marcia indietro (e due ps)

Prendo spunto da alcuni fatti degli ultimi giorni per un’altra piccola-grande provocazione, dopo quella sulla Fondazione (referendum ). Higuain ha dovuto adombrare il proprio profilo Instagram per gli insulti ricevuti dai trolls dopo il suo “saluto” ai tifosi napoletani; stessa sorte per i profili Twitter di Enrico Mentana e Claudia Gerini (anche se per altre questioni). Si calcola che i trolls sui social siano addirittura il trenta per cento del totale degli utenti dei vari social: un’enormità. E se la soluzione fosse, allora, tirare un po’ il freno a meno, in una sorta di reflusso sull’uso dei social stessi? E’ forse arrivato il tempo di un utilizzo meno spasmodico, ma più oculato? Lo dico da convinto fruitore e da utente altrettanto convinto dell’utilità (e per certi versi dell’unicità) di tali strumenti. Se però l’utilizzo diventa non consapevole, non “illuminato”, forse, almeno per un periodo, una soluzione potrebbe essere recedere: i trolls o se preferite coloro che sparano superficialmente slogan o che credono a tutto quello che viene postato, per qualche tempo si commenterebbero l’un l’altro, creando un vortice di superficialità tutto fine a se stesso. Cosa che, almeno in parte, già avviene: un parlarsi addosso che soffocherebbe e soffoca poi la tanto invocata “democraticità” dei social stessi, specchietto per le allodole in gran parte dei casi.  E guardate che questo può avere anche riscontri pratici. Pensate alla prossima (come ho scritto qui L’estate sta finendo) campagna elettorale a Siena. Qualche “likes” in meno e qualche proposta politica vera in più, magari fatta per strada. Tranquilli, non accadrà.

Ps uno: a proposito di uso consapevole dei social. L’esperimento di Radio Siena Tv (#passionepalio) ha dato ottimi frutti. Vediamo in futuro.

Ps due: sulla vicenda Mps leggo commenti da far venire l’orticaria (a dir poco): dalle “fronde” a ipotesi di commissariamento, che ben si intersecano, del resto, con il “fuori i nomi” di Enrico Rossi di qualche settimana fa. La memoria a breve termine dei pesci rossi (si dice tre secondi, ma è una bufala) è poco al confronto. Ma tali commenti soprattutto ben si intersecano con l’ultimo post di questo blog (L’estate sta finendo): una pochezza politica trasversale, senza rinnovamento alcuno, il nulla che si sovrappone al niente. Poi continuate a lamentarvi se la gente non va a votare.

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L’estate sta finendo

L’estate senese è già finita (magari non dal punto di vista climatico) e ci affacciamo già verso quella che sarà una stagione pre-elettorale, sempre ammesso che la campagna si sia mai conclusa e sempre ammesso (viste le ultime esperienze) che non accada qualcosa nel mezzo. Fra un anno di questi tempi, infatti, sarà già tempo di candidature vere, probabili e possibili per il Comune di Siena. Le premesse, sinceramente, non sono delle migliori: il dibattito vero e approfondito langue, come le proposte per il futuro. Imperano invece (per ogni colore politico, s’intende) gli slogan sui social, le polemiche (spesso di respiro minimo), le indignazioni effimere per il niente, qualche esposto qua e là con finalità meramente politica e poco altro. Un guazzabuglio dove si dice niente e tutto. Con una generazione, la mia e dintorni, completamente assente (o quasi): un po’ perchè sinceramente indaffarata in cose più importanti (tipo: avere un lavoro stabile), un po’ perchè lontana da Siena. Ma soprattutto – mi immagino – perchè lontana da una politica che continua ad accapigliarsi sul niente, partendo quasi sempre da una stabilità sociale e lavorativa che neppure – spesso – possiamo pensare di sognare. L’estate sta finendo, un anno se ne va. Ahimè, credo che fra un anno ci ritroveremo ancora qua.

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Evoluzione (e conchiglie)

Sono fermamente convinto che il Palio e le Contrade, per certi versi anche Siena, abbiano saputo “conservarsi” nel tempo perchè capaci di “evolversi” ai cambiamenti della società. Una lenta, ma costante, evoluzione a quelli che, per forza di cose, sono le variazioni “antropologiche” e sociali. Anche per questo non guardo sempre e comunque di buon occhio coloro che, ad ogni piè sospinto, rimpiangono la Siena che fu e quando “era meglio anche se si stava peggio” o, peggio, “si lasciava la chiave nella toppa”. La questione è semmai riuscire a evolversi senza sconvolgersi, quindi capire quali siano i “paletti” entro i quali conservare valori, cultura, tradizioni che poi sono l’essenza dell’eredità che ci hanno lasciato i nostri avi. Dobbiamo (inteso come senesi e contradaioli, tutti compresi) riuscire a capire, cioè, quali siano i piccoli-grandi cambiamenti in qualche modo tollerabili o financo funzionali e quali meno. Fra questi, più che situazioni che riguardano il rituale contradaiolo o i comportamenti dei vari popoli, alcuni esempi possono essere quelli relativi al Campo: i materassi, il parapetto al Casato, fino ad arrivare al “cap” per i fantini. E comprendo anche tutti i meccanismi di tutela del cavallo, funzionali pure ad una difesa della città più generale. Ci sono però dei limiti oggettivi, sui quali riflettere. Ad esempio, l’attuale Regolamento del Palio non prevede le coperture o gli strumenti di “sicurezza” per i fantini, fra cui conchiglie di protezione e parastinchi vari che, peraltro, tolgono una delle “essenze” in corsa, cioè la possibilità di ricorrere al nerbo, il cui potere di ostacolo, evidentemente, è limitato da dette coperture. Ben consapevoli, s’intende, che la tutela dell’uomo è sempre necessaria. Il discorso, però, va oltre anche a questi aspetti e mi è stato suggerito durante le prove di notte da Maurizio Bianchini, notando una “conchiglia” particolarmente sgargiante e griffata. Bisogna rifletterci su perchè il passo ulteriore potrebbe diventare molto breve. E molto deleterio. Di conseguenza attenersi meglio e di più al Regolamento sarebbe sostanzialmente più consono. O, al limite, nei mesi invernali, fare una riflessione e modificare il regolamento. Con tutte le conseguenze del caso, s’intende.

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Palio, inverno e un ps

E’ stato un viaggio professionale inteso e faticoso, ma ricco di soddisfazioni. I Palii 2016, vissuti a tutto tondo su Radio Siena Tv, mi hanno fatto vivere un’esperienza professionalmente elevata e soddisfacente. Il giudizio sulla qualità espressa è demandato a chi ci ha ascoltato e chi ci ha visto; senz’altro, grazie alla proprietà, alla produzione, alla redazione e a tutti i tecnici e i collaboratori, abbiamo provato a fare qualcosa di diverso, puntando in maniera decisa sulla qualità, come contenuti e come palinsesto. Il pubblico darà la sua sentenza, io sono soddisfatto per l’idea e per il progetto che erano alla base: non si smette, del resto, mai di imparare e di migliorarsi. Alcune piccole considerazioni post Palio. Sull’uso eccessivo e sconsiderato dei social nel giorno successivo alla Carriera mi sono espresso (e anche in altre sedi, più opportune) altre volte: comprendo le prese in giro di un certo livello, perchè l’uso dei social è comunque ormai di uso comune; ma ci vuole “equilibrio” enl comportamento e nell’uso consapevole dei mezzi, come ci vuole nell’analisi di questo o di quel comportamento. Su alcune tematiche che abbiamo affrontato anche su Radio Siena Tv in questi giorni, rilancio: da oggi (anzi da ieri sera) per la stragrande maggioranza delle Contrade è inverno. Quindi dopo le considerazioni (perfino legittime) su questo o quel fantino, su questa o quella traettoria o strategia paliesca, ci sono tantissimi temi da affrontare sul mondo del Palio e delle Contrade. Non le mettiamo nel congelatore, pronte per essere poi riscaldate negli otto giorno caldi dell’estate 2017.

Ps: su alcuni di questi temi invito la lettura di questo post (Blog Cito ).

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