Piano mobilità ci siamo (si fa per dire)

Lo ha annunciato il sindaco di Siena Bruno Valentini sul proprio profilo Facebook: si sta cominciando a lavorare fattivamente al piano della mobilità. “In questo momento – scrive –  la società Syntagma (che ha vinto il bando per la redazione del piano della mobilità di Siena ed ha un bagaglio di oltre cento piani già redatti in Italia) sta presentando alla Commissione Consiliare il programma dei lavori. Con analisi e ricerche sul posto, che cominceranno dal 20 settembre per avere dati più attendibili, finalmente si potrà disporre di conteggi affidabili sui flussi di traffico, per bici, moto, auto, veicoli commerciali (leggeri e pesanti), autobus. Sia in entrata che in uscita dalla città, nel centro storico ed in periferia. Alla lettura numerica si aggiungeranno interviste per cercare informazioni su: origine, destinazione e motivazione dello spostamento. Un focus verrà dedicato al sistema della sosta, articolato per fasce orarie. Inoltre ci sarà un conteggio anche per il trasporto pubblico, fra i più utilizzati in tutta Italia. I risultati di questa indagine saranno utili pure per la pianificazione urbanistica, che si sta sviluppando in parallelo. Contiamo molto su entrambi i piani per affrontare i nodi del futuro della città che è e deve restare una delle città più vivibili. Entrambi gli affidamenti a progettisti esterni e qualificati sono stati possibili grazie al risanamento del Bilancio comunale che permette ora di poter fare cose che altri Comuni hanno difficoltà a finanziare (e che Siena nel passato risolveva col ricorso ai contributi della Fondazione)”. La notizia positiva è, per l’appunto, il piano, cioè una serie di provvedimenti organici che interessino tutto il territorio (perlomeno) comunale. Inutile pensare a divieti, semafori, sensi unici, Aru e Ztl come provvedimenti “singoli”, perchè la realtà cittadina è piuttosto complessa e per farla funzionare bisogna pensarla come un “continuum” di situazioni. Faccio spesso l’esempio delle Aru: aldilà dei “No per forza”, la vera inutilità di una zona con sosta riservata ai residenti o quasi (oltre ad avere altre implicazioni, s’intende, ad esempio per i commercianti) è che di fatto “spinge” il problema parcheggio ai margini della zona stessa, ma se non si realizzano spazi come quello a porta Tufi la questione è solo “rinviata” di qualche metro. La notizia negativa è che il piano difficilmente sarà pronto in poco tempo e quindi il prossimo inverno sarà ricco di problematiche varie. Prima di un’applicazione formale, magari anche condivisa, del piano, infatti, non credo ci siano tempi stretti.

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Campanelli e giovanili (e tre ps)

Piccola digressione nel mondo del basket nostrano, nonostante ci siano colleghi (Giuseppe Nigro su tutti) più informati. Dopo le numerose novità in casa Mens Sana, con l’ingresso di Sound Reef prima e della famiglia Macchi poi, con i cambiamenti all’interno del cda e la nomina di Guido Bagatta come presidente quindi, squilla l’ennesimo campanello d’allarme: è quello suonato dalla Polisportiva (leggi qui) sul progetto del Basket Academy. Non è il primo che arriva dal socio di minoranza, “titolare” però (con oneri e onori) del settore giovanile biancoverde: l’accordo dello scorso anno prevedeva un compartecipazione del settore basket (“Abbiamo atteso con pazienza e con un notevole sforzo finanziario che la Mens Sana Basket riuscisse a reperire le risorse necessarie per dar seguito a quanto concordato nelle convenzioni sottoscritte all’inizio della passata stagione sportiva; a tutt’oggi stiamo ancora pazientemente aspettando”) ed è evidente che su queste basi ci si deve porre anche per la prossima stagione. I nuovi amministratori avranno certo bisogno di un pò di tempo per capire, ma è pur vero che le stagioni (anche delle giovanili) nascono adesso e a tale progetto, valutata la sostenibilità, bisogna dare continuità. Detto in soldoni (per l’appunto…) cioè capire se gettare al macero un disegno che ha comunque permesso la ricostruzione del settore giovanile, grazie a professionalità come quella di Michele Catalani, o se scegliere altre strade. Semplice.

Ps uno: per la Siena Tafazzi che spesso fa riferimento al “degrado”, consiglio di fare qualche gita estiva nel “Sud” italiano (inteso come periferie, non come collocazione geografica) prima di aprire bocca a vanvera. In alternativa è interessante la mini serie “Skampia” su Youtube.

Ps due: riferito al post di ieri è da leggere questo articolo di Saviano (La Repubblica). Magari non tutti gli incendi in Toscana sono riferibili a questo, ma siccome noi senesi vediamo sempre l’erba del vicino più verde…

Ps tre: vogliamo parlare degli “editoriali de’ noialtri”, coloro a cui viene in mente una cosa e la vergano sulla tastiera, spacciandosi, per l’appunto, per “editorialisti”? Non ne parliamo, è meglio.

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Una foto (e due ps)

Non sono mai stato un amante delle classifiche, che non sono la panacea di tutti i mali. Sono una fotografia della situazione, da cui partire o ripartire per uno sviluppo futuro o comunque per un’analisi lucida di una certa condizione. Non c’è da incensarsi troppo insomma, come non c’è da abbattersi più del dovuto. Soprattutto, però, ci vorrebbe coerenza: le classifiche o funzionano semrpe o non funzionano mai. Non possono essere tirare da una parte o dall’altra a seconda di quello che dicono: se hanno dati negativi, insomma, non possono essere esaltate o viceversa se li hanno positivi non possono essere nascoste. Invece – da una parte o dall’altra – i politici nostrani piegano i dati a seconda della loro tesi e del loro pensiero. Se Siena perde mezzo posto ci si spertica nel sottolinearlo; se Siena ne guadagna mezzo non se ne parla o, peggio, si sparacchia contro quel tipo di graduatoria che un giorno prima era stata esaltata (in negativo). E viceversa. Per tutto questo l’invito è leggere con attenzione l’ultima delle classifiche su Siena e provincia (Il Sole 24 Ore) e poi ragionarne: non è tutto oro quello che luccica, non è tutta sostanza marrone quella che puzza. Ma è una tendenza diffusa anche in altri campi: come la magistratura che è buona quando inquisisce, per poi diventare cattiva quando assolve. Così, semplicemente.

Ps uno: Daniele Magrini annuncia sul “Corriere Fiorentino” che la famiglia di David Rossi appronterà un sito con tutte le informazioni sul caso. Utilissimo.

Ps due: Il gruppo Intesa San Paolo manderà a casa entro il prossimo anno 3000 persone. Non leggo tuttologi del web che si scandalizzano come è successo per Mps. Eppure il gruppo non ha passato quello che ha passato Rocca Salimbeni. Meditate.

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A bocca aperta

Mentre sarebbe da dare una medaglia a ciascuno dei Vigili del Fuoco che in questi giorni, con turni massacranti, sono impegnati in tutto il Paese per provare a circoscrivere gli incendi, i soliti tuttologi del web e i limitrofi webeti si sperticano in soluzioni. Inoltre già ci si lancia in richieste di ergastoli e fucilazioni, pene severe e fustigazioni in pubblica piazza nei confronti dei piromani. Che se presenti e non presunti, vanno puniti, s’intende, con leggi ad hoc e pene per l’appunto adeguate. Ma ancora una volta manca la capacità di analizzare il problema alla radice. Da una parte partendo dagli errori legati all’eccessiva cementificazione e a piani urbanistici quanto meno spericolati; dall’altra dall’assenza di una politica vera di manutenzione del territorio locale,r egionale e nazionale. Anche in quei territori (a prescindere dal colore politico) che noi senesi per altre vicende (vedi il raddoppio della Siena – Grosseto o per altro) guardiamo troppo spesso a bocca aperta (con lingua di fuori e bava), pronti a incensare e applaudire un presunto giardino con l’erba più verde, solo per il gusto, un po’ tafazziano, un po’ speculatorio, di darci contro.

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Sfregio e spregio

Che l’episodio della fontanina del Bruco non sia solo uno sfregio alla Nobile Contrada (a cui va tutta la solidarietà), ma a tutta la città è perfino scontato dirlo. Tanto che arrivo a pensare che chi abbia compiuto l’insano gesto non sappia neppure la sua gravità, il senso profondo dello spregio, che va al di là del pur importante valore artistico-culturale. L’indignazione è un sentimento quasi minimo in questi casi, ma purtroppo dietro a questa qualcuno – per fortuna non in molti – si nasconderà per fare della mera speculazione politica, forse a caccia di tre voti in più per il consiglio comunale, magari a colpi di slogan contro questo o contro quello. Una volta in più, invece, sarebbe necessaria una profonda riflessione culturale e “valoriale”, che abbracci tutti gli aspetti legati ad un gesto così ignobile e così spregiudicato. Senza caccia alle streghe, ma con fermezza; senza mal di pancia, ma con decisione. Condanna, ricerca dei colpevoli, loro persecuzione: tutto necessario, ma non è abbastanza. Perchè tali episodi non si verifichino più serve anche altro: una riflessione profonda, appunto, sui mutamenti sociali, culturali, affettivi, perfino antropologici. E’ complicato, certo, perchè si rischia di percorrere la strada del buonismo o dell’impunità, ma non è proprio quello il senso: è l’esatto opposto. Purtroppo invece si avvierà, oltre alla speculazione politica di cui sopra, una sorta di indignazione simil-rivoluzionaria in cui si alzerà tanto la voce, si sparerà un po’ di sostanza marrone verso questo o verso quello, senza poi una reale soluzione condivisa: perchè ogni gesto ha una sua causa (e un suo effetto). Ed è il pensiero quello che ci distingue dalle scimmie.

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Risvolti (e un ps)

Siena si trascina stancamente verso il Palio di agosto: del resto è “tradizione” che i senesi, dopo l’estrazione relativa a quella Carriera, si sistemino volentieri sotto gli ombrelloni. E così anche la vita politica si addormenta un po’, in attesa delle battaglie del prossimo autunno: congresso Pd (e ho l’impressione che ne vedremo delle belle),collocazione e ri-collocazione delle liste civiche d’opposizione e non (e anche qui ne vedremo tante) e, finalmente (o forse no?), nomi ufficiali dei candidati. Forse sarà il caso di riposarsi parecchio sotto quelli ombrelloni perchè autunno, inverno e primavera prossimi saranno lunghi e “perigliosi”, visto che si intrecceranno ad essi anche i “dibattiti” per le politiche. Nel sonnolento luglio, Articolo Uno e Lega Nord hanno dato vita ieri a due iniziative: foto e testimonianze parlano di un buon numero di avventori (intorno a 70 unità ciascuno, che non sono numeri malvagi visti i tempi), ma soprattutto gli incontri hanno valenza politica nazionale e locale. Da una parte, infatti, il movimento che fa capo a Rossi si propone di unire tutta quella frastagliata sinistra che si trova, per l’appunto, a sinistra del Pd; dall’altra il Carroccio ribadisce di voler dire la sua, con il proprio simbolo e i propri rappresentanti. Chiari i risvolti in vista delle elezioni comunali.

Ps: per la serie “più Contrada, meno Facebook”, leggo con un po’ di ritardo l’interessante post de La Martinella relativo al post Palio. (leggi qui)

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Alla testa

Capisco che il blog sia un po’ latitante ultimamente, ma i miei venti lettori mi concederanno un giusto slalom fra il riposo estivo e i festeggiamenti. Resto, in qualche modo, attento osservatore della realtà che ci circonda e che continua a piacermi poco o nulla. Purtroppo ci dobbiamo attendere una campagna elettorale abbastanza vuota di contenuti, nonostante sia apprezzabile lo sforzo di qualcuno (Nero su Bianco, ultimamente anche Sena Civitas e Società Aperta) di provare a parlare di contenuti e non meramente attraverso slogan e hashtag. Anche il Pd ha partorito i forum cittadini, ma in realtà lì la partita si giocherà a inizio ottobre, quando ci saranno i congressi provinciale e comunale. Probabilmente la campagna elettorale vera e propria partirà solo da quel momento in poi, perchè, come detto altre volte, molte mosse dipendono da quelle che faranno i Dem; in una situazione più che liquida, infatti, non è escluso che pezzi del Pd navighino su altri porti in caso di mancata vittoria del congresso. Dinamiche abbastanza astruse, lo capisco, ma tant’è. Nel frattempo, buon caldo a tutti. Sperando che non dia troppo alla testa.

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