Tanto il mio destino…è stare solo con chiunque

Forse anche se mi sforzo di cambiare, di fare, di pensare, forse è tutto inutile. Perche’ c’è un destino, un fato, chiamatelo come vi pare, che è al di sopra di tutto e decidete per me, per voi e per tutti. Qualcuno lo chiama libero arbitrio, qualcuno lo chiama Dio (non io), fortuna, attimo fuggente, sfortuna e via dicendo. Io mi sforzo di imparare dal passato, di ragionare sul presente e di cambiare (o tentare di) il futuro, ma a volte mi sento impotente, a volte credo che i miei sforzi si riducano ad una scelta giusta o  sbagliata, ad un attimo colto o meno. Non lascio perdere, certo, cerco di non farmi trasportare dalle acque degli eventi. Resto, cioè, in attesa che cessi la pioggia, se è vero che non può piovere per sempre. E continuo ad indossare impermiabile e ombrello, ma a volte l’acqua passa lo stesso. Oggi una persona mi ha detto che questo blog è troppo cupo e lugubre. Forse ha ragione. "Preferisco pensare che scrivere cazzate" le ho risposto. Anche perche’ credo che in realtà sia il rovescio di una medaglia che fuori di casa mi vede sempre "vivo" ed entusiasta, a volte anche troppo. E’ il bilanciamento di una persona che potrebbe (o lo è?) apparire troppo stronza o sempre sorridente. A volte le persone sono fatte così, cercate di capirmi. O, almeno, non fate come la STRA grande maggioranza delle persone che giudicano senza conoscere, nel bene e nel male. Sono in attesa di un domani che è gia’ adesso, vista l’ora, con le preoccupazioni di un figlio che attende un padre. Non voglio fare la vittima, non lo sono. Mi è venuta anche la febbre, tanto per gradire, ma questo non è importante. Il sorriso di mio nipote, quello sì che è importante.

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2 risposte a Tanto il mio destino…è stare solo con chiunque

  1. susanna ha detto:

    visto che te l’ho detto io che il tuo è un blog pessimista (o cupo e lugubre come dici te), e visto tutto il resto che leggo e che di solito non commento, ti assicuro che anche ridere solo di fuori, oltre che difficile, non maschera l’inquietudine che uno ha dentro. Il limite tra ridere e sorridere sembra labile ma non lo è. Sorridere è per gli altri, sorridere è per le foto e le circostanze. E’ positivo quando sorridi in un momento di tenerezza alla persona che ami (anche perchè una bella risata nel muso potrebbe essere fraintesa), per il resto è solo cortesia. Ridere è quello che ti viene dai polmoni, dallo stomaco, e ti sale su fino al cervello facendoti allargare in una positività che non si può nascondere. Tu, dolcissimo uomo pessimista, è tanto tempo che sorridi ma non ridi, e quando sembra che tu lo faccia, è perchè hai bevuto quanto basta (e il tuo quanto è una cifra) a non farti stringere i polmoni e lo stomaco per soffocare quella cosa che sale su e fa riscaldare il cervello. Insomma, per ridere bisogna predisporsi a farsi vedere agli altri, bisogna tirar fuori, bisogna,caro uomo misterioso, buttare via una maschera che ti sei messo da almeno 4-5 anni. O no?

  2. εïз¢αмιℓℓαεïз ha detto:

    Finchè il sorriso di un bambino ti scalda il cuore, non sarai mai solo. Rifletti bene!!! Ciao ciao!!! By camy!!!

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