Quella luce dei riflettori

"…..Dietro questi atteggiamenti c’è molto di più. Dietro il fatto che un
bambino su cinque comincia a bere tra gli 11 e i 15 anni c’è davvero un
vuoto più grande. C’è il degrado e sociale e il disagio familiare. C’è
l’annoiarsi di fronte alla vita di chi forse è spinto a conoscere il
prezzo ma certo non il valore delle cose.
Quel vuoto a noi spaventa. Per voi è indifferente. Perché vi è
congeniale. L’avete alimentato con la vostra cultura
dell’individualismo e dell’egoismo. Con il vostro fastidio per ogni
regola morale. Con la vostra idea che contano non lo studio e il
lavoro, ma solo il successo facile. Quello che si raggiunge anche senza
saper far niente, basta apparire in televisione. Quello che si può
ottenere in ogni modo, anche prendendo le scorciatoie e passando sopra
gli altri.

Uno scrittore, che di mestiere fa anche il professore,
ha raccontato così i pensieri di una sua studentessa, di una ragazza
come tante della sua generazione: “Professore, ha presente il fascio di
luce che d’improvviso avvolge l’ospite d’onore e lo separa dal buio?
Quella chiazza bianca o gialla sul palcoscenico? Mi sono accorta – dice
questa ragazza – che è piccola, un cerchio minimo. Tutti non ci
possiamo entrare, e neanche parecchi. Lì c’è posto per pochissimi. Per
gli altri c’è il buio, il niente, al massimo un posto in platea per
applaudire chi ce l’ha fatta e crepare d’invidia. A me non piace stare
da una parte ad applaudire agli altri. Oggi a nessuno piace. Ma non mi
va nemmeno di uscire dal teatro e mettermi a battere chiodi o sudare
per due lire come mio padre e mia madre. Io quella luce la voglio. Io
li capisco quelli che bruciano le macchine a Parigi. Loro la luce se la
fanno da soli, e il mondo li guarda, arrivano le telecamere e il buio
non c’è più, non c’è più questo schifo di vita”.  Questa cultura
l’ha creata la destra. L’avete costruita voi. Non vi interessa la
scuola perché la vostra scuola è la televisione. E la vostra
diseducazione civile degli italiani rimbalza fin dentro le scuole.

Fa
rabbrividire la mozione della Lega sulle classi differenziate per i
bambini stranieri. “Famiglia cristiana” l’ha definita “la prima mozione
razziale approvata dal Parlamento italiano……..”.

Roma, 25 ottobre 2008

Walter Veltroni

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