In direzione ostinata e contraria

 Questo è l’articolo uscito oggi sul Corriere di Siena, firmato Elio Fanali.
 

SIENA – Fabrizio è scomparso da dieci anni, ma Siena non se n’è accorta. O, perlomeno, non se ne è ricordata. Domenica scorsa correva il triste anniversario dalla morte di De Andrè, la città del Palio è rimasta immobile e sonnacchiosa: nessun evento, concerto, manifestazione, convegno, ricordo, citazione, commemorazione, annuncio. Niente di niente. E nel niente, sembra, si cadrà anche nel prossimo futuro, visto che non sono annunciate iniziative per il cantautore genovese neppure nei prossimi giorni. Eppure a Siena, che si fregia spesso di essere città di cultura e di poesia, sorge dal 2004 il Centro Studi Fabrizio De Andre’, istituito, leggiamo nel sito Internet, per la “necessità di raccogliere, ordinare, inventariare e mettere a disposizione del pubblico ogni tipo di materiale utile allo studio della figura e dell’opera del grande artista genovese”. Il centro ha anche contribuito all’organizzazione della mostra su De Andre’ che si tiene a Genova fino al 3 maggio 2009. Siena, però, è rimasta fuori da tutta la serie di commemorazioni nel resto del paese: non c’è stato nessun ricordo, neppure, magari, all’interno della rassegna Si e’ Natale, che ha previsto, fra le altre cose, il concerto di Venditti a Capodanno. C’è voluto lo speciale di due pagine del Corriere di Siena, c’è voluto lo speciale su Radio Siena e Siena Tv di venerdì sera per far tornare alla memoria ai senesi che dieci anni fa se ne andava uno dei più grandi poeti e cantautori del secolo scorso. Attorno a queste iniziative, il vuoto, mentre tutta l’Italia, con concerti, collegamenti radiofonici (alle 22.50 di domenica trecento emittenti radio hanno trasmesso in contemporanea “Amore che vieni, amore che vai”) si struggeva di fronte alle poesie del Faber. E c’è voluto Fabio Fazio, nello speciale di domenica sera di “Che tempo fa” su Rai Tre, dedicato a Fabrizio De Andre’ e condotto assieme alla moglie del cantautore Dori Grezzi, per ricordare Siena e il Centro studi: due collegamenti, durante la serata, con la biblioteca di Lettere e Filosofia che ospita il centro, con gustose “chicche” su alcuni appunti di De Andrè, fra cui uno schizzo con la formazione del Genoa o una lettera di risposta al boss della Camorra Raffaele Cutolo. Uno sprazzo di senesità durante la trasmissione, lo ha poi dato Gianna Nannini, magistrale nell’esecuzione di “Via del campo”. E a Siena? Niente, nemmeno un ricordo di “S’ì fossi foco”, la lirica di De Andre’ del 1968 tratta dal sonetto di Cecco Angiolieri. Eppure spesso si pensa di essere una città “in direzione ostinata e contraria”. Questa volta Siena lo è stato davvero. Scegliendo di non ricordare.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in News. Contrassegna il permalink.

2 risposte a In direzione ostinata e contraria

  1. Alessio ha detto:

    io più che ascoltarlo di continuo non so come ricordarlo… m’importa na sega di Siena : Dhiihih

  2. Bianca ha detto:

    …e non t’hanno ancora tagliato il capo?!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...