Tutti a casa

Decisamente devo spengere la televisione, non comprare più i giornali e non ascoltare più la radio. Oppure, fare un’attentissima selezione. Difficile. E’ incredibile come si possa distorcere la realtà. Quella pura, quella dei fatti, quella che puoi anche commentare, ma rimane lì, è quella. Non puoi farci niente. Il propblema è che, però, se hai in mano sei televisioni, praticamente la metà di tutta l’informazione cartacea e radiofonica, diventa facile far pensare tutti come vuoi te. O, perlomeno, insunuare il dubbio: perchè il problema è proprio questo, il tarlo del dubbio. C’è sempre un però, come ho scritto altre volte. Anche quando la verità è quella, è limpida. Però. "Però cosa?" Mi verrebbe da rispondere. C’è poco da fare. Veniamo da anni e anni di ballerine, nani e soubrette, un mondo virtuale (ma in fondo, purtroppo, reale) che ci oblia, ci lobotomizza e ci fa pensare che tutto va bene. Non importa se il nostro (vostro) presidente del consiglio va a… donnine. Non importa se è inquisito. Non importa se durante i suoi governi le tasse non sono diminute, ma aumentate. Non importa se i clandestini (i fantomatici, èpuzzolenti, clandestini) sono aumentati. Due battute qui, due barzellette là, due donnine e due spettacoli. E tutti a casa. Fino al giorno in cui morirai.
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