Santo subito

E’ diventato anche martire. L’aureola ce l’aveva già, probabilmente gli serviva anche la proiezione terrena, quindi adesso santo subito. Senza passaggio di beatificazione. Come al solito in questo paese non si analizza, si affronta la superficialità. Cioè l’equazione: è stato colpito, no alla violenza, basta alla sinistra forcaiola. Invece, magari, di stare ad analizzare che la violenza la chiama proprio lui. Oppure non leggete i discorsi che fa, le dichiarzioni di odio che rilascia. Il paese chi lo sta spaccando in due? La sinistra? Quale sinistra? Bene, ora uso una provocazione: ha ragione Di Pietro. Certo, il gesto è del tutto condannabile, ma non usiamo ipocrisia e buonismo: l’odio lo ha sobillato lui, il santo B. E adesso passeremo mesi a parlare di questo e sposteremo l’attenzione del paese su questo, dimenticando improvvisamente la collusione con la mafia, i processi, Mills, escort e puttane e compagnia cantante. Tutto si riduce al martirio di San S. da Arcore. No, invece quei ragazzi che venerdì ad una manifestazione di protesta hanno preso delle sonore bastonate sono degli infami. Certo, il paese va così. Adesso l’ondata mediatica ci travolgerà, gli speciali degli insetti si moltiplicheranno, verrà analizzata anche la statuetta, verrà fuori che il Duomo è comunista. In tutto questo io dovrei pensare a come sto io, perchè il paese va a puttane. Come il suo premier.
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