Cei, ci sei?

Era un bel po’ di tempo (tipo qualche settimana…) che la Cei non ci deliziava con qualche intervento sulla vita politica italiana. Già questa affermazione potrebbe bastare. I vescovi che si occupano di politica: accade solo in Italia. Qui non si parla di quello che dovrebbero o non dovrebbero fare i cattolici, o coloro che seguono (o lo fanno a modo loro) la religione. Qui si parla si precise indicazioni, per non parlare di minacce, che i vescovi fanno: votate così, o niente vita eterna. Come se chi tiene una retta vita, non ruba, stupra, ammazza, fotte il prossimo, però non vota Udc o Pdl, addirittura, crede nella possibilità di divorziare o di abortire, non meriti il paradiso. Mi immagino San Pietro che chiede a Casini (un nome, un perchè), nell’aldilà, "Fratello, sei divorziato…Ah già ma eri nell’Udc, puoi andare". E lo fa entrare nelle porte celesti. Vogliamo parlare del merito? Io sono per la libertà di coscienza e di scelta. Si può credere o non credere, ma i diritti civili sono un’altra cosa: ci devono essere, per tutti. Poi sarà chi crede o chi non crede a scegliere quella che, per esso medesimo, è la via giusta. Non voglio addentrarmi nella coscienza altrui: si può anche "reggere" senza divorziare, condannando magari ad una vita grama i propri figli (o la propria esistenza), ma deve essere una possibilità, una scelta, non una imposizione. E non voglio parlare dell’aborto, basta solo ricordare che, da quando questo è legale, sono in estrema (che vuol dire numero praticamente nullo) diminuzione quelli clandestini, che causavano, tanto per dire, pericoli veri per l’incolumità delle donne.

Ho piuttosto l’impressione che sia la classica uscita per non parlare (e non far parlare) di altro. Vogliamo, per esempio, parlare di Elisa Claps e del suo corpo ritrovato in una chiesa, con possibili (e ripeto: possibili, non certe, altrimenti qui fioccano le querele) implicazioni del parroco, ormai defunto, che all’epoca si nascose dietro al "segreto confessionale" non fornendo indizi su quello che era accaduto o che, come ha detto il vescovo, "lasciava troppi spazi ai laici" all’interno della parrocchia (allusione al via vai di persone nei locali della chiesa)? O vogliamo parlare, più concretamente, dei tanti, troppi, casi di pedofilia? Su questo la Cei non ci fa sapere niente. Cei, sei ci sei, batti un colpo.

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