Un po’ di olio di ricino

"Lo scorso venerdì 27 marzo nel Palazzo
di Sky sulla Via Salaria a Roma, quando Berlusconi è arrivato con la sua
scorta armata (fino ai denti) per un’intervista in diretta, che poi i
giornali hanno raccontato, anche se pochi l’hanno vista in diretta
nonostante fosse stata molto pubblicizzata (lo 0,3% dello share a
differenza del programma “RAI per una notte”, la trasmissione evento di
giovedì sera al Paladozza messa in piedi da Michele Santoro ha fatto
soltanto su Sky il 2,5% nonostante la poca propaganda!).

Berlusconi
è entrato con il suo corteo, con la sua scorta e con tutto l’apparato e
intanto succedeva nel Palazzo una cosa, che per dirla con il Direttore
generale della RAI Masi, neanche nello Zimbabwe!
Due uomini della
sicurezza interna dell’edificio, scoprivano che nel dipartimento dei
grafici, su una grande vetrata di circa 4 metri per 4, era stato affisso
un foglietto formato A4 bianco, con stampata una frase, la frase è la
seguente “Odiare i mascalzoni è cosa nobile” questa è una frase di Marco
Fabio Quintiliano, un intellettuale nato nel 35 d.C. a Calagurris in
Spagna e poi trasferitosi a Roma, è diventato il famosissimo
Quintiliano, ha scritto questa frase, perché è stata stampata su quel
foglio e appiccicata alla vetrata del reparto grafici di Sky, perché
proprio giovedì sera, la sera prima, Daniele Luttazzi dal Paladozza nel
suo monologo aveva ricordato, DEMOLENDO con una sola frase di
Quintiliano mesi e mesi di CAZZATE sul partito dell’odio, dell’amore,
quelli che incitano all’odio etc., etc…

Quindi due ragazzi del
reparto grafici dell’edificio di Sky avevano trovato condivisibile
quella frase e l’hanno appiccicata. Gli uomini della sicurezza
dell’edificio, la sicurezza interna, hanno notato quella scritta e hanno
segnalato la cosa alla guardia presidenziale, alla scorta del
Presidente del Consiglio e a quel punto è successo qualcosa che per una
democrazia è AI LIMITI DELL’INCREDIBILE, anzi è oltre: due agenti ben
tarchiati della Digos, due montagne umane sono piombate nel piano dove
c’è questa vetrata, hanno constatato che era effettivamente stato
affisso quel foglietto con quella scritta, hanno chiuso tutte le
finestre per evitare che si vedesse da fuori quello che stavano facendo
(evidentemente rendendosi conto che stavano facendo qualcosa di grosso)
dopodiché uno dei due dopo aver sequestrato il corpo del reato, il
foglietto, ha fatto irruzione dentro l’ufficio dei grafici, si è diretto
verso il computer principale, si è messo ad armeggiare alla tastiera,
ha cercato di aprire gli ultimi file aperti per cercare di incastrare,
di individuare colui che aveva scritto e stampato quella scritta, ma
purtroppo per lui i grafici non usano il mouse, usano la tavoletta
grafica e questo agente non la sapeva usare, per cui ha chiesto a una
persona lì presente, a una ragazza di aiutarlo a aprire gli ultimi file,
nel tentativo di smascherare gli autori dell’orrendo misfatto, senza
sapere che peraltro i due ragazzi erano già stati portati sotto,
all’ingresso, interrogati da un’altra coppia di agenti della Digos e
avevano immediatamente dichiarato, dato che non avevano niente da
nascondere, di avere stampato e affisso loro quella scritta.

A
quel punto sono stati identificati e da quello che risulta stavano per
essere portati in Questura, non si sa se fosse un provvedimento di
fermo, cosa volessero fare a questi due ragazzi, ma soprattutto quale
reato avessero commesso? “Affissione di messaggi di Quintiliano?”,
“citazioni latine proibite?”, “porto abusivo di cultura latina?”, non si
sa quale sia il reato che avevano individuato questi somari che avevano
ritenuto delittuoso un comportamento assolutamente legittimo e secondo
me anche doveroso, sta di fatto che poi interviene un componente
dell’ufficio legale della società che riesce a scongiurare almeno che
questi vengano portati via dalla Polizia.

Capite che se si
arriva a questi estremi, A PUNIRE LE IDEE, A PUNIRE LA CULTURA, soltanto
perché qualcuno con un eccesso di zelo degno di migliore causa, appena
legge “odiare i mascalzoni è cosa nobile” pensa immediatamente a
Berlusconi, perché non c’era scritto “odiare Berlusconi” c’era scritto
“odiare i mascalzoni” bisognerebbe interrogare i poliziotti privati e
della Digos e dire loro: com’è che vi è subito venuto in mente
Berlusconi appena avete letto il messaggio, visto che Quintiliano
difficilmente nel primo secolo dopo Cristo si riferiva a Berlusconi
quando scriveva “odiare i mascalzoni è cosa nobile”?
Se si passa
sopra queste cose, se non ci sarà qualcuno che si prenderà la
responsabilità di quello che è successo, se questa notizia resterà
confinata su Il Fatto quotidiano o sui nostri blog, se non si comincerà a
CHIEDERE MOLTO CIVILMENTE CONTO alla Questura di Roma del comportamento
di questi agenti e se la Magistratura romana non prenderà dei
provvedimenti nei confronti di questi signori e se i loro stessi
colleghi non cominceranno a dire: noi non c’entriamo con certi
comportamenti, vorrà dire che abbiamo fatto un altro ED ENNESIMO PASSO
IN AVANTI VERSO IL REGIME, venerdì pomeriggio alle 14,30 quando si è
verificato questo fatto incredibile e un poliziotto che entra nel
personal computer di un lavoratore per cercare di capire chi ha appeso a
un muro un messaggio di un autore latino. A furia di lasciar passare
queste cose ci abituiamo e l’assuefazione fa entrare un altro pezzo di
regime dentro le nostre teste e quindi ci rende sempre più tolleranti
verso nuovi abusi di potere, perché questo è chiaramente un abuso di
potere, grosso come una casa ai danni di due cittadini che non avevano
fatto assolutamente niente di male, avevano esercitato un diritto
costituzionale previsto dall’Art. 21 della Costituzione".

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