Quattro anni

Proprio questo giorno di quattro anni fa accadde un episodio fra quelli che non dico ti cambino la vita, perchè è dargli troppa importanza, ma indubbiamente ti modificano una visione del mondo. Semplicemente che la gente se ne stra-frega della tua vita e pensa alla propria. E che per fare i propri interessi, di qualunque natura siano, non ci mette niente a gettarti nel fango e gettarti fango. Magari pensando che tu possa aver paura e quindi, come qualcuno fa, prevaricarti.

E’ stata durissima, io non l’ho fatto. Mi sono battuto con grande fatica per far valere le mie ragioni, tutti i giorni da quel 2 giugno. Potevo farne a meno, percorrendo altre strade, abbassando il capo non perchè avessi davvero torto, ma perchè la via era più semplice e più immediata. Al di là di questo e della sofferenza quotidiana, però, quello che tengo con me, quello che ho imparato da quella vicenda cominciata quattro anni fa, è che sono scresciuto, moltissimo. Ho imparato a misurarmi con la società e con il mondo. Sono meno sereno, forse, di un tempo, ma più consapevole di me e degli altri. Consapevole anche che non tutti ti sono così vicino come avrei prima pensato e che anche gli "amici" spesso non sono tali, ma solo dei conoscenti.

Ne avrei fatto molto volentieri a meno, avrei forse voluto maturare con altre esperienze, come le altre (comunque pesanti) che ho avuto subito dopo e che hanno contribuito al mio percorso di crescita. Perchè, al di là dell’episodio specifico, tutto il male, il fango, la cacca che mi fu gettata addosso, e i cui schizzi purtroppo colpirono anche le persone che mi vogliono bene, non sono durati per un solo giorno, ma fino a quando un giudice decise che "la querela (CITO TESTUALMENTE) va archiviata per insussitenza dei fatti e mancanza di prove, per cui non si può procedere al rinvio in fase giudiziale". In pratica, la cosa non andava nemmeno avviata. In un mondo normale, soprattutto in un contesto come quello in cui ho vissuto questa situazione, ci si sarebbe aspettati perlomeno le scuse da chi ha avviato questo procedimento e dagli altri che hanno gettato benzina sul fuoco. Un semplice "scusa" verbale e non scritto (che quindi non rimane neppure). Invece c’è qualcuno che insiste, ma non importa, non mi curo di loro, guardo e passo. Intendiamoci, mi ricapitasse adesso le cose sarebbero molto diverse. In
questo sono cambiato. Meno fiducioso delle perosne, forse, meno
impulsivo, più maturo nell’analizzare la situazione. Proprio questo ho imparato, nella sofferenza. Io posso andare a testa alta. Io.

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