Tante cose di cui parlare, quindi nessuna

Non saprei da dove cominciare. Dal delitto di Avetrana, avvenuto in una zona che conosco benissimo. Dalla lodo Alfano “retroattivo”, ennesimo scandalo della politica italiana targata, inutile negarlo, Berlusconi. Dalla mancata autorizzazione del Parlamento all’indagine su Lunardi, altra parentesi nera del nostro regime, che qualcuno si ostina ancora a chiamre democrazia. O, forse, semplicemente, dallinaugurazione dell’ennesima edizione del Grande Fratello? Forse varrebbe la pena partire da qui. Perchè è quello che “ci” interessa, oltretutto quest’anno c’è anche un senese. In fondo si diceva che la formula sta claudicando: quindi mettiamoci pure, ad esempio, un figlio di un boss (prima o poi arriveremo a un pentito di mafia, oppure ad un mafioso conclamato), un gigolo’….ma spingiamoci oltre: un quasi babbo che non vedrà nascere il figlio PER ANDARE AL GRANDE FRATELLO. Avete letto bene. Per andare in tv, per apparire. Il gusto di non sottrasi ad una telecamera è troppo forte. Di più: credo che qualcuno pensi, a parte il predetto protagonista, che, tuttosommato, sia un sacrificio sopportabile. L’eccezione non è assistere alla nascita di un figlio, l’eccezione è andare in televisione. E che cazzo, quando ti ricapita?

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