Storia di un’emozione

Si dice che si viva di piccole emozioni. Quando ne vivi una, te ne rendi conto solo dopo, ma la sai riconoscere, perchè è un fiume in piena, che ti coglie quasi all’improvviso, quando, forse, meno te lo aspetti. Ti sale nel cervello, ti scende nello stomaco, poi fino ai piedi e quindi, tutto insieme, ti torna sopra i capelli. Fatto sta. Ieri è andata così. Ero in un posto che ho vissuto poco, che non conosco. Ma so riconoscere un’emozione. L’emozione di chi una festa e una vittoria le vede crescere, con i giorni che si susseguono, con i sacrifici per un qualcosa che hai dentro e che ami. Con i dubbi per un successo che ti può sfuggire proprio quando sei ad un passo dal coronare il tuo piccolo grande sogno, quello per cui hai lottato con tutte le tue forze e che vuoi raggiungere dopo tante delusioni. Saranno piccole soddisfazioni, forse. Ma hai paura di perdere la gioia, che vorresti assaporare insieme a tutti quelli che sono come te. Qualche volta, invece, succede che vada tutto bene. Che quella ultima freccia, per l’appunto, vada dove vuoi tu. E che il fiume ti travolga e non sia solo un fiume di persone, una un fiume d’emozione. Quasi incredulo, ero nel corteo festante.

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