Tutto e subito

Il terremoto in Giappone, nella sua drammaticità, ha riportato in superficie un problema che riguarda anche noi peninsulari. Non sono mai stato convinto dell’energia nucleare, per motivi che posso apparire ovvi a chi, come me, non comprende il perchè si debba ricorrere a questo tipo di energia non pulita, non sicura, non sostenibile, non rinnovabile. Non sto qui ad elencare tutti i problemi che porterebbe la costruzione di una (anche solo una) nuova centrale in Italia, cosa peraltro, al momento, proibita da una legge derivata da un referendum popolare. Certo, la situazione può cambiare ed anche un referendum un po’ vecchio può essere rivisto. Ma cosa sarebbe cambiato rispetto ad una ventina di anni fa? Niente, nel senso che il bisogno di energia è aumentato, come era prevedibile, ma la risposta non può essere il nucleare. Bensì l’investimento sulle rinnovabili. E cosa fa il governo? Diminuisce gli incentivi. Quello che mi preoccupa di più è questo: il nucleare abbraccia completamente una filosofia. Quella del “tutto e subito”. Perchè costruisci una centrale e questa, più o meno, ti dà “subito” energia, tanta. Porta lavoro nelle zone dove viene costruita. Nel breve periodo porta il “tutto”. Poi però ci sono le scorie. C’è il pericolo di incidenti. Che importa, ci penseranno i nostri figli e i nostri nipoti. Se saranno vivi, ovvio.

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Una risposta a Tutto e subito

  1. Alessio ha detto:

    argomento spinoso, Ale. Uno può fare tante riflessioni eppure si tratta comunque di un argomento spinoso. Vuoi sapere che penso? Che il problema non sono i sismi, le centrali nucleari sono infatti dei target strategici di guerra e sono SUPER blindate (quelle jappo che sono scoppiate sono vecchiotte). Guarda, il problema non sarebbe nemmeno tanto la filosofia con cui lo fai.

    Il problema generale è l’ignoranza e la stupidità con cui si trattano con priorità diversa argomenti che puntano allo stesso EFFETTO.

    Io la penso così: favorevole al nucleare se mi chiamassi SVEZIA, DANIMARCA, FINLANDIA, che lo vedrebbero come alternativa percorribile fra le milioni di altre, e continuerrebbero a lottare per consumare meno e per farlo in maniera più sostenibile.

    Noi… l’Italia… per noi sarebbe una scusa per continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto… ma nessuno che poi punti il dito su questo altrimenti si morde…

    Mi tocca essere giocoforza contrario. Non siamo maturi per una cosa del genere. Dobbiamo continuare a esportare rifiuti alla Germania, così loro li bruciano e ci rivendono l’energia che ne ricavano.

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