Beato lui/lei

Quanto è triste avere a che fare con chi crede di avere la verità fra le mani o nell’inchiostro della sua penna o nei tasti della sua tastiera. Con chi ha certezze, caso strano sicurezze che vanno in parallelo con i propri interessi, magari anche conomici. E’ un autorafforzamento, forse anche piscologico, una sorta di autoseduta di psicanalisi. Dico una cosa, ci credo, certo, difendo la mia idea; ma non credo di avere la verità assoluta: non sputo sentenze o cacca sugli altri, perchè non mi ergo a censore della pubblica ottusità, vieppiù neppure difensore ultimo dei diritti dei poveri cittadini che non hanno difesa di fronte al nemico istituzione, a questo o a quel politico che dall’alto del Palazzo vergano solo frustate. Qualcuno lo fa, certo, ma qualcun’altro pensa di essere sul piedistallo opposto. E parla, scrive, sputa sentenze, una dietro l’altra. Pensa di avere tutto nella propria testa, ci insegna come fare per risolvere la situazione. Magari proseguendo con paragoni un tantino arditi. Di grandio difensori della gente, la gente comune, ce ne sono stati in passato: adesso ne vedo pochi in giro, neppure (incredibile) nelle vie a me vicine. “Adesso ve lo dico io come vanno le cose”. “Ma forse guarda che proprio così non è, parliamone un secondo”. “No, no, lo so io, silenzio”. Beato lui/lei.

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