Il Natale quando arriva…

Inutile negarlo. Non sarà un Natale come gli altri. E non perchè nessun Natale può essere come gli altri. Bensì perchè la situazione è difficile, ci sono davvero e relamente famiglie che sono costrette a stringere la fantomatica cinghia. Un po’ come un cane che si morde la coda: non c’è credito delle banche, le aziende e gli enti non pagano, i dipendenti non riscuotono, quindi non spendono e quindi le aziende non incassano, ma non hanno credito dalle bacnhe e così via. Semplifico? Forse. Non sono un economista. Però vedo quello che mi accade intorno. E, in molti casi, come ho già scritto, quelli che provano a cavalcare queste situazioni, ineggiando, magari, alla rivolta popolare e all’indignazione, sono quelli che hanno contributo a crearla o, peggio, proseguono a vivere di rendite. Peraltro poco (per niente) toccate dalle manovre del buon Monti. Eppure questi personaggi sono i primi a ineggaire, a politicheggiare. Ad una persona, appena poco tempo fa, ho risposto così: “Scusami, io ho altro di cui occuparmi. Devo pensare al mutuo e al mio lavoro”. Non alle nomine.

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