La ragione

A parte il fatto che i bilanci non mi piacciono, che con il passare del tempo anche il 31 dicembre perde quella freschezza e vitalità che aveva qualche anno fa e che non credo cambi molto da qui a qualche giorno/ora, è altrettanto vero che ben venga il cambio di data sul calendario se questo porta a qualche, vera, modifica. Ad esempio in qualcuno che, in questi mesi, ha ragionato poco. Ha pensato, pochissimo, a mettersi al tavolino e dialogare, parlare, cercare di capire l’altro. La demagogia imperante e il pressapochismo sono uno dei tanti mali di oggi, così come la prepotenza di chi “sta sempre con la ragione e mai con il torto”. L’ho sperimentato negli utlimi giorni con la “voglia” di abolire le province, ultimamente con quella di abolire l’ordine dei pubblicisti: rivoluzioni a metà, quindi non rivoluzioni, anzi, qualcosa di peggio. Demagogia dell’insinuazione cavalcata a spron battuto dai tanti blogger esplosi nell’utlimo anno (e non solo): loro sono i “buoni”, dalla parte della ragione, te se un coglione. “Ma guarda, veramente fors ele cose stanno un po’ a metà…”. “No, sei un coglione”. Va bene, hai ragione te. Del resto la ragione sappiamo a chi si dà. Auguri, se ci credete.

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