Paravento

Torno su un argomento che mi sta particolarmente a cuore. “Nascondersi” dietro un nickname, un articolo di giornale anonimo: pratica diffusa, troppo. Ribadisco un concetto: non è rispettoso per chi legge, non è indice di trasparenza per chi scrive. Tre sono i concetti base – li ricordo – per chi fa notizia., chi fa giornalismo, ma anche per chi critica. Rilevanza dei fatti per l’opinione pubblica, rispetto del linguaggio, “verità” oggettiva dei fatti.  Io scrivo, duramente, criticamente: se dico la verità o, come dice la deontologia, se analizzo con obiettività i fatti, non posso temere. Viceversa, se qualcuno si sentisse offeso, può agire per vie legali: sa chi ha scritto, dove, come perchè. Molto semplice. Non si può e non si è “costretti” a scrivere sotto diverso nome, perchè non esistono persecuzioni. Se esistessero, ci si può difendere, come si può difendere chi querelera o è querelato. Non si può e non si è “costretti” a celarsi dietro un paravento, perchè da dietro di esso si può sparare qualsiasi cosa. usando anche le insinuazioni, il vedo (per l’appunto) e non vedo. Semplice.

 

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2 risposte a Paravento

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