Orti

Ripensavo stamani ad alcune dichiarazioni, messaggi, post che ho letto in questi giorni su facebook. Riguardano un fatto specifico (lo sciopero del Monte dei paschi di Siena di venerdì scorso), ma a me servono per fare delle considerazioni più generali. Fermo restando il più che sacrosanto diritto che una persona ha di scioperare, manifestare, protestare se vengono, secondo lei stessa, lesi o calpestati diritti. Vorrei far notare, però, (ma ripeto: non mi riferisco all’evento specifico) che c’è una generazione (la mia e quella sotto alla mia), che vive da svariati anni una vita lavorativa senza quasi niente. Non esistono per noi ammortizzatori sociali. Non ci sono assunzioni, spesso si apre una partita Iva e per chi ha una partita Iva (e non mi venite a dire che i liberi professionisti possono fare “nero”, perchè non esiste più e comunque, come dire, sarebbe non legale…) non ci sono contributi pagati, ferie, malattie che tengano. La metà delle fatture che facciamo se ne vanno in queste cose. Qualcuno mi ha parlato pure di “invidia” (sic…). Il problema non è meramente di un sentimento del cuore, perchè questo potrebbe essere legato a quello che non abbiamo fatto da ventenni, che non abbiamo studiato, che non abbiamo sacrificato. Il problema è invece reale, pur facendo, nella maggior parte dei casi, tutto questo e pur essendo ancora disposti a farlo (guardate gli orari di lavoro di alcuni di noi…): a me (a noi) nessuno tocca la quattordicesima, la quindicesima e la sedicesima. Semplicemente non le abbiamo. Nessuno tocca gli straordinari. Non ce li abbiamo. Nessuno minaccia i nostri contratti a tempo indeterminato. Non esistono. Una generazione di quarantenni (o giù di lì) che rischia di pagare alcuni dei privilegi e degli sprechi delle generazioni più anziane. E che, a volte, scendono in piazza per difenderli. Forse bisognerebbe avere una maggiore conoscenza della realtà e della vita e, soprattutto, una visione meno egoistica del proprio orto. Forse ci sarebbe più solidarietà. Utopia? Forse sì.

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Una risposta a Orti

  1. Ale ha detto:

    Il tuo ragionamento é condivisibile solo che bisogna individuare bene i destinatari: i montepaschini ormai sono diventati una razza molto variegata che va dal neoassunto a 1200 euro al mese e mandato ai confini dell’impero(e che se devono mandare a casa qualcuno sa che inizieranno da lui) a quello che ha fatto la sua bella carriera senza muovere il culo da Siena magari facendo il sindacalista o senza nemmeno la fatica di un concorso, ci troverai il cassiere ai limiti della pensione che guadagna piú del direttore spedito a 500 km da casa, o il dirigente che non sa neanche bene cosa diriga, ci troverai qualcuno che ha deciso di comprare una Banca al triplo del suo valore e poi se ne va anche con la buonuscita o chi é stato assunto a febbraio senza concorso quando ormai si parlava di tagli al personale.
    Come vedi la fauna é molto variegata(mi son fermato per carità di patria) e fare un discorso in generale sui montepaschini é veramente difficile.
    Io venerdí in piazza c’ero e ho visto che effettivamente alcuni di quelli che partecipavano al corteo avrebbero fatto meglio a stare a casa a riflettere su cosa hanno ottenuto in questi anni e al come l’hanno ottenuto, d’altra parte c’erano tantissime persone giovani come te e anche di piú che hanno molti motivi validi per manifestare, te lo assicuro.
    Per quanto riguarda il popolo delle partite iva io, se devo dirti la mia, sono ottimista: chi lavora con capacità ed onestà non credo avrà nulla da temere, quale che sia la forma di contratto, discorso diverso per chi in questi anni abbia prosperato non per merito ma per conoscenza/appartenenza/leccaculaggine, lí allora il discorso si complica perché magari a metà del tuo percorso lavorativo ti ritrovi senza sponsor e son dolori…

    N.B. Per chi credesse ancora nelle favole vorrei precisare che le mensilità dei bancari, montepaschini inclusi, sono 13(tredici) né una di piú né una di meno.

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