Su Report

Premessa. A me “Report” è sempre piaciuto (per quanto possa valere il mio giudizio, certo), Milena Gabanelli ha affrontato battaglie dure e difficili, rischiando anche personalmente. La puntata andata in onda ieri sera, che ha riguardato anche Siena, un pò, però, mi ha fatto riflettere sulla costruzione giornalistica che è stata utilizzata. Posso valutare meglio questa situazione perchè, ahimè, la conosco bene e da vicino. Mi è sembrata una ricostruzione troppo piegata su alcune opinioni personali, spesso di persone che nascondono acredine verso un “sistema” che, in qualche modo, se esistesse davvero avrebbero anche loro stessi contribuito a creare. Si è tracciato un ritratto infilandoci dentro il Palio un po’ a casaccio, tanto per dare un po’ di colore. Si è descritto uno sciopero senza raccontare che dietro ci sono tantissimi giovani che a quei citati 36.000 euro all’anno non arriveranno mai e di cui, alcuni, invece si lamentano. Si è descritto un progetto, quello di Ampugnano (su cui, peraltro, personalmente rifletto da tempo), dando voce solo ad una parte della storia. Si è riscotruita la vicenda dell’Università pensando  solamente ai vini e ai banchetti, come se fossero solo quelli gli sprechi. Sono per il giornalismo obiettivo, che vuol dire riscotruire le vicende da tutte le parti, dando voce a tutte le opinioni e dando una interpretazione finale sui dati e non sulle voci e le opinioni, magari di parte. Come ha scritto qualcuno su Facebook: “Tiriamo una riga, facciamo la storia, facciamo i conti e guardiamo avanti. I cittadini senesi, senza bisogno che altri da fuori ci facciano vedere quelo che è sotto il nostro naso”.

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8 risposte a Su Report

  1. Pingback: La rubrica delle Comiche – A qualcuno piace REPORT solo se parla degli altri… « IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

    • eliofanali ha detto:

      Caro Il Santo, se legge bene il mio post, spiego come la costruzione della trasmissione non mi sia piaciuta (c’è ancora la libertà di espressione senza infamare nessuno?) e che, purtroppo (lo dico con rammarico perchè a me è sempre piaciuta come trasmissione), se le trasmissioni del passato sono state costruite così mi vengono alcuni dubbi (che spero siano fugati da una valutazione piu’ attenta). Quindi quello che scrive lei (“Report piace solo se parla degli altri”) non è affatto vero, anzi, tutt’altro. Se vuole capire, bene, altrimenti…va bene lo stesso. Saluti

  2. GiulioL ha detto:

    Non mi sembra che Report si sia inventato nulla. E’ stato anche abbastanza documentata come puntata.

    • eliofanali ha detto:

      Sono solo parzialmente d’accordo con Lei. Ci sono alcune inesattezze nel servizio, ma quello di cui parlo io è la costruzione della puntata, di come alcune parti che sono state omesse (volutamente?) e altre depennate, intendo come ricostruzione storica delle vicende. Inoltre alcune persone sono state intervistate omettendo incarichi politici e “aggrovigliamenti” passati. Grazie del commento.

      • GiulioL ha detto:

        Onestamente non conosco la parti che sono state omesse e chi sono i personaggi a cui sono stati omessi gli incarichi politici (immagino che bisogni essere di Siena per saperlo). Quello che mi ha colpito e’ il deficit del Monte dei Paschi e un clima quasi di omertà. Una sorta di difesa d’ufficio della banca,del palio. Come se non potessero essere liberamente criticati. Il direttore della Nazione licenziato perchè ha riportato un comunicato della Banca che non era gradito al sindaco. Capisco che il senese difenda la propria citta ma sembra quasi che si voglia mettere la testa sotto la sabbia (per convenienza?). Io pretenderei trasparenza e vorrei che fossero cacciati chi gestisce una banca e fa 8 miliardi di euro di deficit. Lobby,massoni, comitati d’affari…. si soffoca. Ma questa e’ l’italia che vogliamo? quella delle clientele e tutti zitti che non ci conviene denunciare?

      • eliofanali ha detto:

        Dunque: per prima cosa il deficit (e qui c’è uno degli errori di cui parlavo) non è di otto miliardi, ma della metà (è tanto lo stesso, capisco, ma per esattezza). Inoltre Lei ha certezze del fatto che il direttore della Nazione sia stato licenziato per quello? Io non ne ho e credo poco al fatto che un editore faccia questo tipo di scelte, bisognerebbe chiedere ai diretti interessati. Nessuno vuole mettere la testa sotto la sabbia, bisogna però anche fare una valutazione generale e obiettiva della situazione completa, ad esempio non omettendo incarichi e cose del genere. Non c’è bisogno di essere di Siena per conoscere gli incarichi politici. Basta Google. Saluti

  3. paolomazzini ha detto:

    La ringrazio della citazione, e sono d’accordo con le sue parole. Io volevo dire – e alcuni hanno frainteso le mie parole – che è la città di Siena a dover comprendere e giudicare la storia di questi venti anni, un po’ più complessa, e feroce, della ricostruzione fatta a Report, che si è occupato “solo” dell’epoca mussariana (non poco ma non abbastanza). Se capiremo cosa è successo, senza strumentalizzazioni e senza “vuoti di memoria”, allora saremo in grado di ricominciare. Come dopo la Peste Nera.
    Paolo Mazzini

  4. Giulino ha detto:

    Ciao Ale,
    Ho letto il tuo post, che dire: sicuramente mi è piaciuto molto più di alcuni tuoi commenti su Fb, alcune volte provocatori e eccessivamente sintetici. Con qualche parola in più hai smorzato i toni e lasciato comprendere in modo più chiaro il tuo pensiero sulla situazione Siena. Il social è uno strumento che se utilizzato in maniera troppo sintetica, soprattutto intorno a temi “delicati”, rischia di accendere risentimenti e incomprensioni (parere pesonale). Come dimostrato nel recente passato è sempre più strumento di condivisione, veloce, immediata e lo scrivere a sua volta è una delle arti più complesse. Sono felice di aver finalmente letto comprensione e vicinanza a chi 36.000,00 € non li guadagna ed i privilegi tanto dipinti nonostante condivida l’azienda con i famigerati non li ha. Concordo sulla eccessiva faziosità con cui sono stati affrontati alcuni temi (credo che una parola da chi ci rappresenta avrebbe magari reso più onorevole il punto di vista delle Istituzioni) e sul Palio messo un po’ a casaccio per cercare di rappresentare ancor più corrotto un sistema in linea con tutte le altre realtà del paese. L’enfasi, da inesperto quale sono, credo sia normale linguaggio comunicativo di chi cerca di trasmettere con 2 ore di servizio una sensazione, una situazione che noi tutti conoscevamo (a vedere dalle immagini tutti tutti proprio no). La riga adesso va tirata e il rinnovamento deve iniziare escludendo chi, in questa situazione, ci ha portati.
    Spero di poter affrontare l’argomento in modo da confrontare i punti di vista non appena la situazione ce lo consente: sicuramente essendo molto più informato sulla situazione potrai magari spiegarmi cose che da cittadino non posso ne sapere, ne capire.

    Un abbraccio
    Giulio

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