Serate e fiere

Prendo spunto da alcuni post apparsi su Facebook, da alcune discussioni post Palio di Luglio e, in generale, da un dibattito che ogni tanto torna in città. La durata delle fiere, serate, sagre, feste nei diciassette rioni. Premessa: ci comprendo anche la mia, non faccio esclusioni. Per anni Magistrato delle Contrade e, per quanto in suo “potere”, amministrazione comunale hanno provato a regolamentare la situazione. Esiste – mi dicono – anche una sorta di autoregolamentazione che limita a undici giorni all’anno la durata delle feste che ogni contrada può realizzare. Quanto sia o non sia rispettata, non posso saperlo, visto che non faccio i conti di tutte e diciassette. Credo che, al di là di come la si pensi, il problema sia non di facile soluzione. Perchè sulla questione stessa pendono diversi interessi. Quella degli esercenti che in un periodo di crisi come quella che stiamo vivendo possono ritenersi forse danneggiati da tante serate consecutive (non mi riferisco ad una sola contrada ovvio, ma all’insieme del calendario e comunque non solo a questo periodo). Quella delle contrade, legittimamente impegnate nella realizzazione di dette serate, grazie al volontariato e al lavoro di tanti contradaioli, animati dall’unico sentimento della passione. Quella di coloro che ritengono giusto, in certi periodi dell’anno, avere a disposizione appuntamenti di divertimento che animano la città e che possono, in alcuni casi, anche richiamare studenti (e quindi attività commerciali correlate) o persone che non frequenterebbero altrimenti il centro storico. Quella di coloro che invece nel centro ci vivono e che sono costretti a sopportare rumore. Una questione che, peraltro, se me tira dietro anche altre. La necessità di avere un centro storico vivo oppure quella di garantire quiete per i (pochi) che ancora ci abitano? Ed ancora, una questione ancora più profonda. Si dice che le contrade realizzino queste serate anche per rientri economici che non sempre servono solo al mantenimento-acquisto dei locali o alla gestione ordinaria. E qui il riferimento si fa delicato, perchè va a cadere sulla gestione del Palio e su quella dei fantini: argomenti che vanno semmai affrontati nelle sedi appropiate, viste anche le questioni legali di cui siamo stati oggetto a più riprese. Ecco credo che di questo ci sia bisogno: una riflessione seria, profonda e, soprattutto, responsabile, che abbracci tutti questi temi ed, in generali, gli aspetti culturali e tradizionali legati alle Contrade. Come ho avuto modo di sottolineare altre volte, i social network e la rete sono uno stupendo mezzo di partecipazione e democrazia, ma spesso comprimono il pensiero, rendendolo interpretabile e, soprattutto, non estendendo la discussione, ma chiudendola in poche frasi, magari anche populiste e poco profonde. Quello che non ci vuole in questo momento.

Ps: l’invito all’Eretico per il famoso dibattito pubblico, anche su questi temi, è sempre valido. Passano i giorni, niente risposte.

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