Farlocchi, farlocchini, farlocconi

Quanto apparso ieri in giro sul web mi dà lo spunto per ribadire e fortificare alcuni concetti che ho espresso volte. Può sembrare banale ai più, ma poi nella pratica non è così scontato: occhio, Internet è una grandissima risorsa, ma può nascondere farlocconi e farlocchini. L’esempio è, appunto di ieri. Faccio una valutazione non politica, ma di contenuti. Secondo alcuni siti (fra cui questo http://www.informarexresistere.fr/2012/07/16/la-francia-tassa-i-ricchi-abbassa-eta-pensionabile-e-aumenta-i-salari-alla-faccia-della-fornero/#axzz20wyCTbnY) Hollande starebbe tagliando autoblu e salari dei ricchi. Naturalmente tanti commenti positivi sui social network, addirittura entusiasmo alle stelle per i cugini francesi e spunti e sputi su Monti e i politici italiani. Poi, però, dopo centinaia di condivisioni, di “mi piace”, si scopre la bufala dietro l’angolo. Hollande non sta tagliando proprio niente (vedi: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-07-03/ricetta-hollande-tasse-pochi-102554.shtml?uuid=Ab77Fy1F oppure http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/economia/2012/07/11/Crisi-Francia-Hollande-verso-aumento-tassa-welfare_7173022.html), anzi. Nonostante questo, qualcuno continua a condividere ed apprezzare la prima soluzione. Come volevasi dimostrare: il web è uno strumento stupendo di democrazia partecipativa, ma il controllo delle notizie (controllo che non significa censura politica, ma verifica delle fonti, legittimità dei fatti, insomma) deve essere ancora più incisivo, anche da parte di chi legge. E la tutela di chi legge quale può essere? Quella di affidarsi a professionisti del mestiere (non nel senso dell’iscrizione all’Ordine dei giornalisti e basta, ovvio). Se mi si rompe un tubo in casa, insomma, non vado da un avvocato, se devo leggere un articolo non vado da un idraulico. Se voglio conoscere la verità, probabilmente, mi rivolgo ad un sito (Ansa, ilsole24ore) legittimo e legittimato, riconoscibile e riconosciuto. Poi, certo, tutto è opinabile e la professione del giornalista (anche per colpe interne) ha subito gravi colpi di legittimazione. Ma da qui a fidarsi di tutto (proprio tutto) quello che gira sul web ce ne corre. Un conto sono i sogni, anche belli e utopici (che vanno sempre inseguiti, come i tagli ipotizzati di cui sopra), un conto è la realtà. Il web ci propina spesso opinioni, letture, articoli camuffati da notizie, che altrettanto spesso nascondono logiche di appartenenza o semplicemente pubblicità. Non assorbiamo tutto per forza, non diamo tutto per scontato perchè lo ha scritto o lo ha postato qualcuno, anche perchè la verifica è altrettanto semplice da fare. Almeno alcune volte. Senza nascondersi dietro ai nostri sogni. Come ho scritto ieri su Facebook: in effetti anche a me piacerebbe vincere lo Scudetto da allenatore del Siena. Questo significa essere “liberi pensatori” o “sognatori”? Allora lo sono anche io. Io dico solamente di non credere a tutto quello che gira su Internet, anche se sono cose belle o che auspichiamo. E magari di credere di piu’ ai professionisti che a chi scrive a caso. Solo questo, puoi uno puo’ essere giornalista, pensatore, anchorman o sognatore… tutti con la medesima dignità umana.

Ps: su questi tempi mi piacerebbe, come dico da settimane, aprire il dibattito pubblico con l’Eretico di Siena. Ancora non ho avuto risposte.

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