Quel Sannino là e due precisazioni

Voglio variare un po’ argomento, anche se, per certi versi, rientra in quelli dei post precedenti. Il tecnico del Palermo Giuseppe Sannino, ex Siena, è stato esonerato dopo appena tre giornate dal “vulcanico” (a dir poco) presidente Zamparini, suscitando qualche sorriso ed esultanza anche a Siena. Provo a ricostruire.
Giuseppe Sannino arriva due estati fa a Siena, fra qualche scettico e qualche (pochi) entusiasti: si dice sia un allenatore dogmatico e molto “aziendalista” e che per arrivare in serie A a 54 anni abbia accettato una squadra con poche stelle. Il Siena, alla fine, raggiunge la quota 44 punti (record eguagliato), una semifinale di Coppa Italia e la salvezza. Certo, qualche risultato (la semifinale di Coppa Italia a Napoli grida vendetta, il finale di campionato pure), lascia un po’ di amaro in bocca, ma, alla fine, i fatti dicono come la stagione di Sannino sia la più vincente di tutti i tempi in A. Dal punto di vista umano, il tecnico può piacere o non piacere: teatrale in panchina e anche fuori, mette a sedere a rotazione Destro, Mannini e D’Agostino, anche se il primo conclude la stagione con gol e passaggio alla Roma. Diciamo che sono della scuola che gli allenatori vanno giudicati sul campo e non a cena: il super mister Antonio Conte non è proprio un compagnone (non me ne vorrà) a cena, per esempio. A fine stagione Sannino vuole il Palermo, assieme a Perinetti: prestigio, ingaggio (800mila euro), crescita professionale. Sulla scelta della piazza e su qualche astio di troppo con il Siena avrei da ridire, ma tant’è. Il resto è storia recente, con l’aggiunta di una frase sfortunata: “Meglio soffrire a Palermo – ha detto prima dell’esonero – che vincere nelle piazze minori dove sono stato fin qui (evidentemente Siena, Varese o Alto Adige, per esempio)”. Una caduta di stile, certo, anche se da contestualizzare. Ora, credo che sia questa frase che l’addio non proprio idilliaco abbiano surriscaldato l’ambiente senese “contro” Sannino, ma credo anche che non si debba esagerare nel godere del suo esonero (opinione personale, s’intende, ognuno è libero di farlo): del resto Sannino, come altri tecnici in passato (Giampaolo, anche se solo nel primo anno), credo che alla fine un qualche risultato l’abbia raggiunto. E non è necessairo, per forza, diventare amici o andare tutti i venerdi’ a cena fuori con un allenatore perchè questi diventi per forza un “buon” allenatore. Magari un po’ di tempo schiarirà gli animi e ci farà vedere le cose da una prospettiva diversa.

PS parte uno: caro eretico, a parte che glissi sulla mia richiesta di dibattito (da settimane); a parte che sulle tue pubblicazioni (“Forse tre libri e qualche centinaio di articoli sul malaffare senesota non hanno quasi mai descritto fatti”, come dici tu) avrei qualcosa da ridire (ma non sono il solo) e se tu sorridi, io mi sganascio dalle risate, ma senza astio, davvero; a parte che i lettori sono liberi di giudicare il pensiero di ognuno di noi; vedi, io sono quasi quindici anni che faccio questa professione, non mi metto galloni e non mi do’ premi,  di “scoop” te ne potrei annoverare tanti, non è necessario che siano per forza nel campo che decidi tu. In ogni caso, sono sempre qua per parlarne, in pubblico e in maniera trasparente.

Ps parte due: se il clima in città è rovente, se non c’è, come dice e scrive qualcuno “un bel clima” (citazione) non dipende certo da me, che invoco solo due cose: dibattito pubblico e trasparenza, su qualsiasi argomento.

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6 risposte a Quel Sannino là e due precisazioni

  1. raffaele ascheri ha detto:

    Caro Elio,
    si vede che inizio a rincoglionire: non mi ero accorto di questa richiesta così forte e pressante. Accetto subito e molto volentieri. Sul quando, decidi tu (basta saperlo qualche giorno prima, anche per pubblicizzare il tutto); sul dove, anche: se anzi trovi tu una sala (meglio ancora una televisione), mi fai un favore personale.
    Davanti all’immagino folto pubblico, poi, ognuno elencherà gli argomenti toccati negli anni e gli eventuali scoop.
    Attendo tue, l’eretico

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    • eliofanali ha detto:

      Non credo sia interessante elencare gli scoop reciproci, rischieremo di annoiare la (forse) già risicata platea di pubblico. Il mio invito, se hai la pazienza di scorrere il mio umile blog, riguarda temi come blog anonimi, libertà di informazione-pensiero, diritto alla critica e quant’altro e parte fin dalla “famosa” serata a Palazzo Patrizi. E non decido io, ma organizziamoci, sul dove, come, quando e perchè, compatibilmente con le esigenze d entrambe.
      Arrivederlo e arrisentirlo, Elio Fanali

      Ps: ancora, ma conto di farlo in futuro, non sono Cavaliere e non dispongo di tv a piacimento!

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  2. Ale ha detto:

    Scusate l’intromissione da umile lettore, ma non sarebbe meglio parlare della situazione attuale di Siena, di come ci siamo arrivati, di come è possibile informare i cittadini oggi, di come uscirne nell’immediato e magari di come far sì che non possa accadere di nuovo in futuro? Perchè francamente mettersi a discutere di libertá di informazione e di diritto dell’informazione a Siena assomiglia molto a parlare di corda in casa dell’impiccato.

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    • eliofanali ha detto:

      Io parlo di quello in cui (credo) di avere qualche competenza. Poi possiamo parlare di tutto, per carità. In ogni caso cfredo che proprio per quello che afferma Lei (corda e casa dell’impiccato) sia necesario fare comunque un po’ di chiarezza. O almeno provarci. Ed ancora, “di come è possibile informare i cittadini oggi”, come dice Lei, è comunque una parte del suddetto argomento, non crede?

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  3. Ale ha detto:

    Mi scusi, dalla quantitá di post in cui parla di politica e amministrazione della cittá pensavo si occupasse prevalentemente di quello.
    Comunque effettivamente informazione e buona politica sono due argomenti correlati, anzi direi complementari, come ben si è visto negli ultimi anni a Siena(e non solo…)
    In attesa di conoscere data e luogo del confronto la saluto

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    • eliofanali ha detto:

      Un conto è postare qualcosa, cercando di ricostruire i fatti e, in qualche caso, infilando le mie opinioni (cerco di limitarle, per la verità), un conto è un dibattito (mi piace più di confronto, come parola) pubblico. In ogni caso, per quanto mia competenza, posso anche provare a mettere in piazza il mio sapere in quei campi. Trasperenza e obiettività sono gli obiettivi, spero siano poi apprezzate e non ricondotte, come scrivo nel nuovo post, a denigrazione per forza. La saluto e la ringrazio.

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