Libero candidato in libere regole

Premessa: per me piu’ candidati ci sono e meglio e’. Le primarie sono tali se esprimono posizioni diverse, pur all’interno di un medesimo contesto, che deve rimanere tale prima, durante ed anche dopo: cioe’ vincitori e vinti dovranno poi percorrere la stessa strada. Questa premessa deve essere chiarissima. Detto questo sono anche convinto di un’altra cosa, come espresso in altri post. Qualche regola, migliorabile, modificabile, incentivabile, serve: piccole regole, certo, ma per far sì che le primarie non siano, davvero, farlocche, termine che piace tanto a qualcuno. Che siano, tanto per fare un esempio, di quella parte politica (che ha una propria identita’) e non di altre. Per questo penso che ci debba essere un termine: condiviso e stabilito e non arrivato dall’alto, ma ci vuole. Ci vogliono anche delle piccole regole di accesso: bene l’apertura massima, ma non l’apertura totale, nel senso letterale del termine (ora qualcuno mi accuserà di essere sovietico…), perche’ un minimo di ragionevolezza ci vuole. E non mi piace neppure che si tenda a spostare sempre in avanti la linea o, peggio, che si gridi al complotto se si mettono alcune regolette: servono le firme ? Sono troppe. Servono meno? Sono troppe lo stesso c’è poco tempo. C’è piu’ tempo? E’ comunque poco. Si vota il 13 gennaio? Non va bene. Si vota il 20? Non va bene lo stesso. Il compromesso va fatto da tutte le parti in causa, senza accusare una parte di troppo “regime” e dall’altra di troppo “lassismo”. A volte credo che ci sia la teoria del “non va bene niente”, spesso con qualcuno che si erge a rappresentate di qualcosa che, magari, ben non conosce. Ora vanno di moda la “società civile” fuori dai partiti (quando sono i partiti che fanno le primarie) oppure la “spinta dal basso”. Se ci sono, si dovranno anche palesare con qualche firmetta, magari. Meno, di piu’, poche tante: ma le regole ci sono e c’erano.  Dall’altra parte regole sì, ma senza eccessi.
Buon Natale a tutti. A qualcuno un po’ meno.

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4 risposte a Libero candidato in libere regole

  1. Bruno Valentini ha detto:

    Non mi addentro nella poco amena discussione sulle regole, ma pongo una domanda: come la giudichi la decisione della Direzione provinciale senese del PD (me compreso) di aver accettato alle primarie per il Parlamento uomini e donne che non avevano, appunto, rispettato le regole non raggiungendo il numero di firme necessarie? Io l’ho approvata, nonostante abbiamo bocciato la proposta che io avevo fatto per un candidato in più, perchè mi sembra un passaggio democratico necessario.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Bruno, permettitimi di ribadirti alcuni miei (e quindi dopo importanti) concetti.
      1) Ho salutato, saluto e salutero’ la tua candidatura e quelle di altri, con positività, sempre e naturalmente se queste (e non ho motivo di non crederlo) siano il frutto di visioni diverse, ma INTERNE al centrosinistra prima, durante e dopo. Perche’ non si puo’ e non si deve ridurre, per l’appunto, come ha detto qualcuno, le primarie a un referendum su questo o su quel canddato, ma ad una visione futura di citta’, ahime’ (per qualcuno) interna ad una visione di centrosinistra. Altrimenti troppo facile sostnere quel o questo candidato perche’ “mi sta piu’ simpatico”, poi se non vince mandare tutto a quel paese e, magari, passare ad un altro schieramento.
      2) La discussione sulle regole comincia, secondo il mio umile parere, a diventare STUCCHEVOLE. Sia essa quella a cui ti riferisci nel commento, sia quella che qualcuno fa su Fb, tutte le volte parlando di chiusure e regime e mancanza di democrazia e cosa del genere. Le regole ci vogliono, saranno migliorabili, ma dopo un po’ gridare al regime mi stanca, forse perche’ non sono in organi di partito. Partecipare alla primarie significa, appunto, partecipare, come ha detto anche Matteo REnzi. Cercando di modificare le regole se si ritengono siano stringenti, ma ad un certo punto BASTA. Si e’ dentro o si e’ fuori, non si puo’ ogni poco (MA NON PARLO DI TE) tirare fuori che questo non va bene e l’altro neppure. Cominciamo (cominciate) a parlare del FUTURO, di idee, di progetti, di proposte. Confrontatevi e dateci modo di capire la proposta migliore per cui votare. Soprattutto per noi giovani (mi ritengo ancora tale), perche’ ne abbiamo bisogno. Altrimenti, da fuori, sembra sia il giochino “gioco o do’ noia”. “Allora gioca”. “Non ho voglia”.
      3)MI permetto una piccola parentesi. Alcune delle persone che hai citato in un tuo post recente, accanto alle quali si sarebbero avvicinati parti o pezzi del partito o del pensiero “non unico”, sono stati ex amministratori per tantissimi anni e mi sembra perlomeno sorprendente che adesso ne escano, cioe’ che lo facciano solo adesso in nome di una mancanza di democrazia da un anno (forse meno) a questa parte.

      GRazie del commento e ti rnnovo la mia stima

  2. Mariano ha detto:

    Sono parecchio perplesso e vorrei capire. Da tempo si parla a Siena di una possibile candidatura di Bruno Valentini. Ne parló il Gazzettino Senese e lui si affrettò a smentire accusando addirittura di essere citato a sproposito. Ora pare in piena campagna per le primarie. Bruno Valentini abbraccia il programma di Renzi no? Almeno cosí dichiarava sino a qualche settimana fa. Immagino continui a sostenerne le idee, giusto? La figlia Valentina Valentini sosteneva Bersani, ma oggi appoggia il babbo sostenitore del Renzipensiero. Domando: ma in questa famiglia sono un po’ confusi o cosa?

    • eliofanali ha detto:

      Sulla prima parte del suo commento posso dire che, in effetti, il Gazzettino Senese, settimanale per il quale scrivo (anche se non mi occupo in particolare di quelle pagine), anticipo’ la candidatura di Bruno Valentini e pubblico’ poi anche la (legittima) smentita della candidatura. Sulla seconda parte del suo commento posso dire che le questioni private di famiglia non mi interessano ed ognuno fa bene a pensare cio’ che vuole: non necessariamente la dicotomia Renzi-Bersani deve essere ricondotta a quella Valentini-Ceccuzzi. La pregherei, inoltre, di evitare giudizi sulla famiglia.

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