I facili clap clap

Oltre al tiro al piccione (contro uno o contro una sola parte), al  nascondino (dei blog anonimi o in quelli che si defilano da  responsabilita’, incarichi e cariche politiche, scomparendo  improvvisamente dalla scena), c’è un altro tipo di disciplina sportiva  tutta in salsa senese. Quella del “vedrai (anzi: verai) so tutto io come e’ andata”, che altre volte ho evidenziato su questo blog. La cosa  bella (o allucinante, secondo i punti di vista) è che chiunque sembra  autorizzato o legittimato a dire qualsiasi cosa: non a esprimere la  propria (piu’ che legittima, ci mancherebbe) opinione, ma a fornire la verità, anzi la Verità di  fatti, che è cosa ben diversa dall’opinione. Tutto in un solo e unico filone ed un solo e unico colpevole. L’ultima, in ordine  cronologico, sono le dimissioni del Papa. Non era neppure stata quasi battuto il discorso finale (in latino) dell’ormai ex Pontefice, che  gia’ a Siena (soprattutto sui social) ci si sperticava nell’unire le sue dimissioni al Monte dei Paschi e, indovinate un po’, ai risvolti  politici, naturalmente solo quelli di una parte. Anzi,  qualcuno, dopo aver sollevato il fatto che “la Mens Sana ha vinto  apposta la Coppa Italia”, anche il Papa ha dato le dimissioni “almeno  non si parla più di Mps”, oppure sicuramente c’erano “legami con Mps”.  Quando tutto il mondo, ma proprio tutto, compresi gli stessi insospettabili quotidiani nazionali idolatrati appena qualche giorno fa, parlavano e parlano di decisione presa da almeno dodici mesi, di “corvi” e di altri fatti, ignorando completamente Siena e risvolti del genere, senza contare poi che alcune questioni potrebbero comunque restare al di sopra delle nostre teste e sconosciute anche ai piu’ esperti analisti storici o giornalisti. Ignoranza della storia a parte (in passato ci sono stati scandali ben  piu’ gravi, purtroppo, e ben piu’ direttamente ascrivibili allo Stato  Pontificio da documenti veri e non da panzane facebokkiane), è forse la  mancanza di idee e proposte che impone nell’agenda personale e, in  qualche caso, politica, la rissa a tutti i costi, il pubblico ludibrio  (degli altri), sbandierando “so tutto io come sono andate le cose” o  improbabili versioni dei fatti. Sara’ tipico di questi tempi o tipico dei social network, grande risorsa di democrazia, ma anche ricettacolo e  Gavinone (quello vero, non quello anonimo) di qualsiasi cosa ad una  persona venga in mente. Ma forse servirebbe riacquisire lucidità ed  equilibrio anche nella lettura delle cose: andare nel profondo,  scoprirle davvero, fino in fondo, e non censurarle, ma farlo con metodo e con certezze, non con  superficialità. Per avere la versione completa dei fatti, avvicinarsi il  piu’ possibile alla verita’ storica, con nomi, cognomi e concretezza.  Cosa che, magari, proprio chi professa di essere professionista, magari  giornalista, dovrebbe fare, invece di abbandonarsi al pubblico applauso e clamore facile. Certo, ci vuole fatica, ci vuole anche tempo per studiare e per capire, ci vuole applicazione, molto  piu’ facile vergare un link od una frase buttata la’: si capisce anche  meglio e non si suda molto. Del resto è altrettanto vero che, in questa fase, chiunque pensa di insegnare a chiunque come fare, anche se, personalmente, non mi sono mai sognato di insegnare ad un idraulico come si cambino i tubi o ad un medico come si faccia un’operazione a cuore aperto e quindi gradirei reciprocità o quanto meno rispetto quando si parla di giornalismo (benchè ne sia disposto a parlare, anche dei miei o nostri difetti). Due parole sugli ulteriori sviluppi sull’inchiesta Mps. Sono sempre stato e sempre sarò garantista.Chi ha sbagliato paghi, ma  che siano i magistrati e la giustizia a certificarlo, non i Gavinoni  (quelli veri, non quelli anonimi) sui social network che tutto sanno. E  due, ultime, parole anche sul blog: e’ stato bloccato per diverso tempo  da un problema di wordpress, ma io non ho gridato ai bavagli che chi non la pensa come me avrebbe legato alle me spalle. O devo gridare al  regime anche io, almeno mi becco qualche clap clap?

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4 risposte a I facili clap clap

  1. antonio ha detto:

    caro Elio, ti sei mai chiesto perchè siamo arrivati a questo punto? non pensi che un po’ di colpa ce l’abbiano anche i mass media senesi, che in questi ultimi anni hanno agito (non sempre…ma quasi) da semplici casse di risonanza di chi deteneva il potere economico della città, trattando o denigrando chi osava, anche (e soprattutto) all’interno delle forze politiche di maggioranza, rifiutare certe logiche? che lo si voglia o no, a siena è caduto un vero e proprio potere economico-finanziario-politico che si basava su persone incompetenti in posti importanti e che barattava la propria libertà d’agire con la collaborazione a creare un certo benessere cittadino al di sopra della media nazionale.
    è ovvio che in un clima del genere trovino terreno fertile anche false verità, profeti dell’ovvio, medicastri dalle pozioni magiche per tutti i mali. il vero problema sarebbe azzerare tutto, ripartire da zero. questo sta succedendo, ma ci vuole un po’ di tempo, poi anche siena tornerà ad essere una città politicamente e moralmente normale, cosa che attualmente è lontana dall’essere. speriamo nel futuro, non possiamo fare altro, dobbiamo sperare che dopo la fase della distruzione, inizi la ricostruzione. anch’io vorrei leggere di proposte, idee, programmi, anche economici (fattore importante per il futuro di siena), tutte cose che sono ancora lontane, purtroppo.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Antonio, credo che tu dica cose tendenzialmente giuste, anche se su alcuni aspetti del giornalismo preferirei, per l’appunto, un’analisi piu’ approfondita. Senz’altro ci sono storture del sistema (non solo a Siena) dell’informazione che hanno colpito anche qua. Pero’ credo che debbano essere raddoppiati gli sforzi per risolvere questo tipo di situazione e migliorare.
      Grazie del commento

    • Ale ha detto:

      Quelle che scrivi sono parole di buon senso, ma mi sembreresti troppo ottimista, visto che coniughi i verbi al passato. Davvero la comunicazione a Siena era “indirizzata”? O forse lo è ancora? Perchè io di chiacchiere ne ho lette tante, ma di dimissioni e sostituzioni ne ho lette poche, per non dire punte. Non si tratterebbe di epurazioni, basterebbe il buon senso…

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