La ricetta

Riflettendo spesso ad alta voce, spesso con altre persone della mia età, il finale della discussione è sempre il medesimo: deve scoccare l’ora della mia generazione. Di quella attorno ai 40 anni, cioè, che, forse anche per colpe proprie, quasi mai e quasi in nessun campo è stata in primissima fila. Ha sempre vissuto alle spalle di qualcosa o di qualcuno, di chi aveva raggiunto in passato certe posizioni e le ha gestite: bene in qualche caso, malissimo in altri. Adesso, però, è giunta l’ora di dare a questa generazione uno spazio e non mi attacco al luogo comune che “Obama è diventato presidente degli usa a quaranta anni”, perchè sarebbe un po’ troppo semplice e perfino banale. In tutti i campi della società, in Italia e anche nella nostra città, però, c’è bisogno di freschezza e di idee nuove, di persone che, certo, potranno sbagliare (anche se, in alcuni ambiti, pare complicato fare peggio) e andranno anche aiutate proprio dalle generazioni “superiori” (di età). Ma mi diventa difficile pensare che si possa, ancora, escludere questa generazione, perchè “troppo giovane” per poter governare e amministrare (nel senso più ampio del termine, non solo in ambito politico e non mi riferisco solo e soltanto alla nostra città): se passa ancora qualche anno questa mia generazione diventerà “troppo vecchia”. E mi diventa altresì complicato pensare che chi, bene o male, ha fatto parte della “governace” fin qui (anche in questo caso nel senso più ampio del termine e senza coloro politico) voglia restarci, inq ualche modo e in qualsiasi livello. Idee, coraggio (e ce ne vuole tanto in questo periodo), creatività, forza d’animo e proposte: questi sono gli ingredienti. C’è da comporre la ricetta, cioè c’è da riempire di contenuto la parola “idee”. Ma i cuochi ci sono già: quelli della mia generazione. Gli altri chef, in cucina, ci sono già stati: o hanno fallito la ricetta, oppure non hano sfruttato bene la loro opportunità. Adesso tocca a noi.

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Una risposta a La ricetta

  1. leo ha detto:

    beh finchè non capiscono che un vecchio di 70 anni non può capire un giovane, la sua mentalità, i suoi sogni per il futuro (ha ancora sogni per il futuro un 70 enne?), le sue esigenze (non deve cercarsi lavoro o farsi una famiglia per esempio), non andremo avanti. Poi i giovani in politica sono in massima parte raccomandati o figli di o amici di…e non hanno la preoccupazione di arrivare alla fine del mese….ecco bisognerebbe dire: “cavolo tu sei un giovane laureato che devi andare all’estero per lavorare? No mi spiace per l’estero ma ti do un posto a roma, in qualche ministero dove puoi far del bene nel tuo ambito lavorativo.” E invece no…chi c’è? vecchi che fra dieci anni saranno morti….e giovani raccomandati. Una soluzione a metà non esiste.

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