Ciao, amico silenzioso

Te ne sei andato così, in silenzio, fra il silenzio. Come hai vissuto. Un po’ da una parte per la strada, nonostante il tuo fisico che non si poteva non notare, spesso te ne stavi in un angolo. Io però non mi scorderò gli anni e gli episodi passati con te.  Come quando riusciti, finalmente, a parlarmi un po’ di te quel giorno quando ti portai a vedere il posto del campeggio dei giovani di giraffini, oppure quando decidemmo di andare insieme in palestra, oppure quando, un secolo fa, passammo due giorni insieme in campeggio a Follonica od ancora quando, più di recente, decidemmo di andare a fare una zingarata in discoteca. Ti ricordi? Non finì troppo bene…. Avevi qualcosa dentro, che spesso non riusciva o non volevi far uscire. Ma si vedeva un fuoco, forse spesso troppe volte sopito o spento, che pure si esprimeva sempre con quella tua grande generosità e disponibilità. Mi hai chiamato venerdì, il giorno prima. Stavo correndo. “Sono Pandoro, stasera sei a cena giù?”. Non c’ero a cena. E adesso non ci sei tu. Ciao, amico silenzioso.

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