Intanto è Palio

La presentazione del Drappellone all’interno del Cortile del Podestà è uno di quelli esempi di come il Palio sappia adattarsi all’evoluzione della società. Non trasformarsi, attenzione, ma adattarsi, senza sconvolgere la sua base culturale e di valori. Perchè, dubito che tutti lo sappiano e molti di questi, probabilmente, fanno parte del gruppo di soliti soloni che annunciano ogni luglio e ogni agosto che “Il Palio è cambiato e non è più quello di una volta (quale volta mi piacerebbe saperlo)”, la presentazione così come è adesso è datata 1985. Prima la “cerimonia”, se così possiamo definirla, si svolgeva nella stanza del Sindaco; prima ancora proprio non c’era. Il Palio è così: conserva, ma si evolve. Non c’è da stupirsi se certe modifiche, non tutte certo, ma alcune sì, siano introdotte (ad esempio il “cap” per la protezione dei fantini durante le prove). Magari su certi aspetti potrebbero essere maggiormente coinvolte le assemblee delle Contrade e condivise  e discusse durante l’inverno, quando spesso si pensa più a chiacchierare che a fare qualcosa in questo senso. In ogni caso ieri il primo atto (o se volete, il secondo dopo le pre-visite al Ceppo) “ufficiale” della Carriera del 2 luglio. Non posso, personalmente, addentrarmi in un giudizio critico-artistico sull’opera di Claudia Nerozzi. Posso darne uno da contradaiolo e nel Drappellone vedo tanti elementi della festa, cavalli e popoli, esultanza e colori, in un misto che rischia però di cadere nella banalità e in un’idea già calcata in passato. Forse ci potevamo aspettare qualcosa di più dopo un periodo così complicato per la città, ma c’è anche da dire che questa opera, in tanti sensi, è figlia e dunque “scelta” da e di quel periodo. Che adesso serva assolutamente un cambio di passo lo ripeto da tempo. Senza “tafazzismi”, cominciamo a correre. Intanto, è Palio.

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3 risposte a Intanto è Palio

  1. Marghe ha detto:

    Sì, un deja vu …. perfetta analisi e chiusa da vero senese.

  2. Pingback: Sui drappelloni | Il blog di Elio Fanali

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