Spigolature, cessi e domande

Sinceramente non avrei pensato di essere così d’accordo con un’affermazione del presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini che, ieri, all’assemblea degli azionisti della banca (che ha abolito il famoso vincolo del 4 per cento per i soci privati) ha detto, fra le altre cose: “Chi dovrebbe stare più zitto è quello che adesso si lamenta di più”, in merito alle erogazioni decennali di Palazzo Sansedoni, anche se paradossalmente credo sia applicabile a tanti altri ambiti cittadini. C’è un bel volume, edito certo dalla stessa Fondazione (ma verificabile nei contenuti) che certifica tutti gli interventi fatti grazie a questo danaro in dieci anni: strade, scuole, macchinari ospedalieri, musei, eccetera, eccetera eccetera. Ci sono tante targhe in giro per la provincia: “Intervento effettuato grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi”. In un clima di denigrazione per tutto e per tutti, sarebbe bello che chi queste cose le ha toccate con mano, ad esempio tanti sindaci della provincia, lo dicesse (alcuni invece fanno parte del lamentio, forse perchè sono quasi a fine del doppio mandato?), tranquillamente e in trasparenza. Testimoniare, insomma, che non tutto è stato gettato nel clientelismo (almeno, non solo…perchè le opere pubbliche sono sempre…pubbliche) o nel cesso, tanto per usare un francesismo. Invece qui sento e vedo lamentarsi (quasi) tutti, sia i non cessi, sia, soprattutto, i cessi. Questione di moda o di convenienza, o semplicemente voglia di applauso, più facile che spiegare come siano realmente andate le cose, perchè poi magari il “cesso” viene fuori davvero. Poi gli errori PALESI nella gestione di questo o di quello, le indagini della magistratura, i disastri e i dissesti sono sotto gli occhi di tutti, ma sono un’altra cosa. Sull’esito dell’assemblea non sto a ripetermi, come non sto a ripetere quello che hanno detto Profumo e Viola sul perchè e sul per come, sottolineando però, fra le tante altre cose, la necessità di prendere quella decisione adesso e non poi per la scure della Commissione Europa sul Monte. Legittima poi è anche l’opinione di chi e’ contrario alla decisione presa. In tutto questo, però, continuano le invettive, anche – sinceramente – e solo piene di livore di chi questo abbattimento del 4% non lo voleva. Ho letto offese e insulti su Fb, continuo a NON leggere cosa si sarebbe dovuto fare INVECE CHE togliere il vincolo per rilanciare la banca, tutelare i lavoratori e il patrimonio della Fondazione. Continuerà ad essere colpa mia. La stessa domanda ho provato a farla pure ad una esponente del Movimento Cinque Stelle presente ieri: qualche parola irripetibile, ma alla domanda “Cosa proponete per rilanciare la banca e tutelare i lavoratori, fermo restando tutto quello che dite sul passato e sui disastri per i quali indagata la magistratura?”: risposta non pervenuta. Qualche spigolatura qua e là dall’assemblea. Il socio Paolo Emilio Falaschi ha dichiarato, fra le altre cose, “non sono un politico” (era capogruppo del Psi in consiglio comunale) e ”io sono garantista, ma speriamo che ci siano le condizioni per gli arresti” (alla faccia della garanzia prima del processo e della sentenza definitiva); il socio Romolo Semplici ”la maggior parte della comunità è favorevole al rinvio” ( ha fatto un referendum o sono chiacchiere da bar, visto che anche qualcuno che era lì presente – Fondazione a parte e sindacato DirCredito, tanto per fare un esempio- ha detto tutt’altro) e ”tutte le cose che chiedete al governo ve le danno (in riferimento ai Monti bond)” (e meno male, aggiungo io); il socio Pierpaolo Fiorenzani (ex assessore comunale), dichiarando di essere contrario sul limite di eta’ per i vertici Mps ”l’Italia e’ un paese di anziani, a ottanta anni si ha più cervello che a venti” (arteriosclerosi permettendo, aggiungo io e alla faccia del ricambio generazionale). Non posso poi non nominare il socio Zappitello che ha citato “L’avvelenata” di Guccini: ”Ci sarà sempre un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate”, alla fine, però,  ha votato si all’abolizione. Ultima spigolatura. La Fisac Cgil di Siena (lo stesso sindacato che difese a spada tratta il dg Antonio Vigni dopo la sua uscita da Mps) ha organizzato ieri un presidio fuori dall’auditorium, anche (ma non solo) per protestare contro l’abbattimento del 4%. Oggi il segretario nazionale della stessa Fisac Cgil Agostino Megale (dopo medesime dichiarazioni del segretario nazionale Susanna Camusso) ha dichiarato: ”Giusta l’abolizione del 4% per rilanciare la banca”. Mah.

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