Autodeterminazione

Non sono di certo uno di quelli che dice ” a Siena si fa come ci pare”, peraltro una frase troppo volte usata in altri contesti, che ha contribuito a quella “boriosa autosufficienza” che a sua volta ha costruito alcuni disastri attuali. Anzi, sono convinto, come ho scritto altre volte, che il Palio e le Contrade abbiano avuto e debbano continuare ad avere la capacità di adattarsi, senza stravolgersi, ai cambiamenti sociali, conservando comunque valori e tradizioni culturali. Del resto, per fortuna o per sfortuna, Siena è in Italia, che è in Europa, che è nel mondo e non può essere del tutto impermeabile all’universo, anche dal punto di vista normativo. Ci sono però degli aspetti che la rendono unica e che non possono essere scalfiti. Assimilare il Palio ad un evento sportivo, in modo da “giustificare” il ricorso al Daspo (acronimo che significa Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive), è uno di questi aspetti. Il Palio non è sport, per tanti motivi, ben riassunti da Giampiero Cito su Fb:  nello sport vince il migliore, Nel Palio vince chi, in un modo o in un altro, arriva primo; nello sport chi arriva secondo prende una medaglia, nel Palio, chi arriva secondo prende una purga; nello sport chi vince guadagna, nel Palio chi vince si dissangua; nello sport l’importante è partecipare, nel Palio è fondamentale vincere; nello sport ci sono tifosi, nel Palio ci sono contradaioli; nello sport, chi perde, ha diritto a una rivincita, nel Palio, chi perde, va a letto; nello sport non ci si dovrebbe dopare ma poi lo fanno tutti, nel Palio si beve tutti…ma poi si fa finta di niente; nello sport, all’avversario si stringe la mano, nel Palio l’avversario si nerba; lo sport fa vivere piú a lungo, con molta fatica, il Palio accorcia la vita ma la rende memorabile; di sport ce ne sono mille, di Palio ce n’è uno solo. In tutto questo credo anche ad un’altra questione. Dal punto di vista normativo e penale, Piazza del Campo non è esente dal resto dell’Italia. C’è una denuncia, si procede penalmente. Dall’altro punto di vista c’è la giustizia paliesca, che farà il suo corso secondo le regole del Regolamento del Palio, le relazioni dei Deputati della Festa, le decisioni dell’assessore al Palio. E poi c’è al terza strada, quella che ci differenzia e deve continuare a farlo. Si chiama autodeterminazione. Le Contrade devono avere la forza di autoregolamentarsi, secondo quelle regole culturali e non scritte (ma qualcuna anche scritta), tramandate e conservate, passate da contradaiolo a contradaiolo negli anni. E qualche rione l’ha fatto, anche recentemente (ma non voglio entrare in affari altrui). Questa autodeterminazione può essere la panacea di tanti mali, può essere quel impermeabile che ci distingue dal resto delle manifestazioni. Dobbiamo avere la capacità di conservarla e alimentarla, tappando i “buchi” che a volte può presentare con i “se” e i “però” che, a volte, affiorano anche in questi contesti. Perchè c’è sempre un’accezione a qualsiasi situazione e una parziale giustificazione. Dobbiamo ancorarci alle tradizioni culturali per far fronte a questi “se” e a questi “però”. Vale molto di più questa autodeterminazione di tante leggi e leggine, che pure ci sono. Non è facile, certo, perchè l’evoluzione spasmodica e, alcune volte, incontrollabile della società rischia di sorpassare tutto e tutti ed anche le Contrade spesso navigano sulla corsia lenta e si fanno superare anche a destra. Ma è uno sforzo da compiere, tutti insieme, del quale parlare anche durante l’inverno, invece di stare a pensare ad altre baggianate che, in realtà, poco hanno a che fare con la difesa del Palio. Non è un ancoraggio al “era meglio quando si stavca peggio” o “al tempo lasciavamo la chiave nella toppa”, perchè ogni epoca ha i suoi pro e i suoi contro e non dovrebbe neppure diventare una polemica politica contro questo o quello. E’ una presa di coscienza collettiva. Altrimenti prepariamoci ai Daspo, tornelli, tessere del tifoso, fumogeni e striscioni.

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5 risposte a Autodeterminazione

  1. Santimanio ha detto:

    discorso che non fa una piega; altrimenti trasferiamo armi e bagagli a Pian delle Fornaci (sempre che sia agibile….)

  2. Francesca ha detto:

    sono assolutamente d’accordo!

  3. antonio ha detto:

    Sono d’accordo con le tue parole e quelle di genio sensi. A Siena non si fa come ci pare, ma il palio non e’ u o sport, punto e basta. Spiace che uno come il Profeti la pensi diversamente, ma lui non vive la contrada da anni. Peccato, per lui

  4. antonio ha detto:

    Scusate, non era ASSOLUTAMENTE una battuta, ho solo sbagliato a digitare. Volevo scrivere SenioSensi, persona che stimo senza se è senza ma

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