Io rottamo, tu rottami, egli rottama. Gli altri.

Rottamazione. Rinnovamento. Cambiamento. Apertura ai giovani. Quante volte, in queste settimane e in questi mesi, ho sentito queste parole. E quanto volte le ho sottoscritte, al di là del colore politico o dell’area che le esprimeva. Soprattutto perchè, come ho scritto altre volte, la mia è tutt’ora una generazione soffocata dal basso da chi non ha problemi quotidiani e l’entusiasmo dei vent’anni (o giu’ di li’) e dall’alto da chi ha acquisito privilegi (spesso non “meritati”) e adesso non li molla, neppure di un centimetro, pur ben consapevole del momento economico che attraversiamo. Per cui, viva la rottamazione, il ricorso reale al merito e alla professionalita’, all’utilizzo dei curricula. Poi però queste cose vanno applicate. Da chi decide, certo. Ma anche da chi le predica, da chi si spertica nel diffonderle, diciamo dalla base, diciamo da noi stessi. Se sbandiero che l’Italia o Siena abbiano bisogno di un cambio di passo, di meritocrazia, di “rottamazione”, poi dovrei (devo) essere il primo ad applicare queste regoline, nel mio piccolo, nel mio ambito, pure in me stesso. Tutto giusto, no? Tutti pronti a farlo. A parole, appunto. Poi c’è la realtà. Scorri la lista dei candidati alla Fondazione Monte dei paschi, ad esempio, e rimani perplesso. Perchè leggi che alcuni di questi aspiranti deputati di Palazzo Sansedoni, ente che sara’ sottodimensionato in futuro, ma che conserva emolumenti e gestione di “potere” e di danaro, hanno professato per mesi le parole e gli atteggiamenti di cui sopra. Per gli altri, però. Non per se stessi, dopo aver collezionato, negli ultimi decenni, piu’ incarichi (incarico: non elezione, ma nomina, ben remunerata) che la mia intera generazione possa solo pensare nei prossimi dieci anni, sempre magari grazie all’area politica. Che, però, sono pronti ad abbandonare, a sputacchiare, a radiografare (anche a livello personale, dimenticandosi delle proprie radiografie), a denigrare in nome, appunto, del “rinnovamento”, della “rottamazione”, del cambiamento. Sì, del cambiamento. Degli altri. Della rottamazione. Ma non la mia. Io intanto il curriculum lo presento, vergo qualche “mi piace” su Fb. Non si sa mai. Perchè io rottamo. Gli altri.

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