Migliorare e non cancellare

Ho letto con interesse l’interrogazione che Laura Vigni, consigliere comunale, ha presentato sulla serie di eventi “Siena and stars” che si è svolta questa estate in piazza Duomo. Non mi permetto di entrare nel merito di alcune questioni, alcune delle quali avrebbero bisogno di più spazio (e tempo) per essere affrontate. Su alcune altre potete leggere la ficcante risposta delle associazioni di categoria (http://ilcittadinoonline.it/news/164219/_Criticare_per_partito_preso_non_%C3%A8_produttivo_.html). Mi permetto, Laura Vigni mi consentirà (senza riminiscenze berlusconiane), di sottolineare alcuni aspetti. Per i disastri che ben conosciamo (o forse no?) la città ha bisogno di eventi, di attrarre ancor più turisti, di manifestazioni: non sarà certo la panacea di tutti i mali, ma aiuta. Parecchio. E’ tutto migliorabile, compresa l’organizzazione della fruizione di quello che già c’è: ad esempio, per l’appunto, una migliore valorizzazione di piazza Duomo e tantissimo altro. Però nella “deserta” Siena è stato comunque organizzato qualcosa (e scrive qualcuno che non ha partecipato ad un solo evento): questo è quello che conta, perchè è una delle vie (ce ne saranno anche altre di sicuro, magari anche migliori) per ripartire. Poi si può criticare per migliorare, è assolutamente legittimo esprimere il proprio parere su cosa si può fare in tal senso. Con attenzione, però, a non cancellare e affossare per forza, in una sorta di snobismo culturale che non ci possiamo permettere. Non si tratta, assolutamente, di svendere la città e le sue mura, non si tratta di noleggiare Piazza del Campo, anche se sull’iniziativa di Renzi di affittare per un paio d’oro Ponte Vecchio non sono così contrario o, almeno, non a prescindere. Si tratta di ripartire. La città è fatta di tantissimi componenti, compresi gli esercenti; e la città si aspetta un rilancio, su vie diverse dal passato, innovative e che sappiano coinvolgere energie diverse, che sappiamo (magari) aprire strade ai giovani, le cui strade sono quasi tutte occluse proprio dalle generazioni passate, come spesso sottolineo. Arroccarsi sulle posizioni dei ”radical chic”, in questo momento, serve a poco. Si entrerebbe in una spirale poco virtuosa: a Siena non accade mai niente e la città non riparte, si organizzano una serie di eventi, non vanno bene, non si organizzano più e a Siena non accade mai niente e la città non riparte. Personalmente non sono uno che ama, ad esempio, i motori: ben venga però la “Festa dei motori” organizzata qualche giorno fa sotto la Fortezza Medicea, se crea “movimento”, flusso (seppur minimo) di turismo e sviluppo (seppur minimo) economico. Oppure facevano troppo rumore, la Fortezza (deserta per 300 giorni all’anno) rischia di cadere sotto i rumori o si lasciavalo troppe strisciate sull’asfalto? Per una volta proviamo ad abbandonare le divisioni e proviamo, invece, ad unire le esigenze: maggioranza e opposizione, esercenti e abitanti, turisti e senesi. Si può fare se si ha, come si dice di avere, veramente a cuore la città.

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3 risposte a Migliorare e non cancellare

  1. Matteo ha detto:

    Stimo Laura Vigni per l’intelligenza e la passione che ha sempre messo nel portare avanti le sue idee e mi auguro possa d’ora in poi dare il suo contributo costruttivo alla creazione di nuovi eventi. Per il resto, sull’approccio che tanti senesi hanno sull’argomento, ho smesso di provare a comprenderli dai tempi del Festivalbar (mi ricordo benissimo del danno che fu fatto alla Cappella di Piazza del Campo, non ero proprio bambinetto, ma sono incidenti: anche pochi giorni fa è stato “sbarbato” un colonnino da un autista disattento, mi pare…), così come sarebbe interessante andare a conteggiare i soldi spesi in eccesso, negli anni, per l’organizzazione dei concerti della notte di Capodanno o dei festival della Città Aromatica (non discuto la qualità, sia chiaro!), quando poi è evidente che un evento “home made” come quello del 31 dicembre 2012 (ma anche la notte bianca di giugno) ha ugualmente portato in Piazza tantissima gente, non solo di Siena. Insomma Siena è a prescindere un richiamo per il turismo, basta solo saperlo veicolare nel modo giusto (il che significa sapersi promuovere, ma anche non “rapinare” chi transita o soggiorna in città) e con un calendario di eventi un po’ più spalmato. Mi piacerebbe inoltre che sul tema “turismo” si affrontasse l’assenza quasi assoluta di eventi religiosi: la Fede non è mercificazione (San Giovanni Rotondo è un triste esempio) ma è delittuoso avere un patrimonio architettonico di Basiliche e Chiese come il nostro e non promuoverlo come merita. A Siena poi abbiamo anche Santa Caterina, la patrona d’Italia e d’Europa: qualcuno, in Curia, se n’è accorto?

  2. Pingback: Capocciate | Il blog di Elio Fanali

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