Integrazione

“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. E’ l’articolo 19 della Costituzione Italiana. Forse basterebbe (e avanzerebbe) questo per parlare della costituzione del nuovo centro culturale islamico a Colle val d’Elsa, inaugurato oggi. A me piace pensare che quello sia un progetto di avanguardia. Certo c’è una moschea, che peraltro (giudizio personale) mi ha affascinato, anche se non era la prima volta che ne visitavo una e anche se ne ho viste di più grandi. Ma non è l’unica stanza del centro e la funzione di questo non sarà solo religiosa: altrimenti non ci sarebbe un comitato scientifico, non ci sarebbe una biblioteca, non ci sarebbero spazi che erano, sono e rimarranno aperti, tutto il giorno ed anche alle visite delle scuole. Non ci sarebbero programmi di integrazione e di scambio culturale. Certo la struttura è costata: un milione e seicentomila euro, che per gran parte è stato finanziato dalla comunità islamica stessa. Come dire, insomma, che con i propri soldi ognuno ci fa un po’ quello che vuole, se vengono rispettate le regole. Una parte è arrivata dalla Fondazione Mps (300mila euro nel 2004), che, lo ricorderei, ha finanziato anche altre associazioni culturali e religiose (ricordo che in deputazione c’è un membro della curia…), fra cui, ad esempio, la vicina sede della Pubblica Assistenza. Ed ancora: credo che quello del centro culturale islamico sia l’unico esempio in cui il diritto di superficie concesso dal Comune di Colle val d’Elsa per 99 anni non sia gratuito: la comunità sborserà undicimila euro all’anno. Ed infine: credo sia l’unico esempio in cui una comunità  accetti di far coordinare le attività di un centro da un comitato scientifico laico, nominato per metà dallo stesso Comune (senza compenso). Poi di baggianate se ne sentono tante: le chiacchiere volano, i fatti dicono che con la comunità islamica a Colle non si sono mai registrati problemi di sorta. Può darsi che io sia influenzato dal fatto che ero e resto tollerante a tutte le religioni, basta che rispettino le normative vigenti e, soprattutto, non facciano del male al prossimo. Poi, per me, ognuno è libero di credere (o non credere) a ciò che vuole. E’ libero di mangiare miele, maiale, vegano, vegetariano o essere onnivoro. Detto tutto questo, sarò forse un utopista sognatore, ma a me piace pensare, laicamente, che quello possa essere un luogo di incontro e di dialogo culturale. Anche di scambio, perchè no, ognuno nel rispetto della propria professione di fede. Da tutte le parti: con il confronto e con il dialogo si può raggiungere la pace (anche dei sensi). Di certo agitando salsicce come Borghezio o tirando teste di maiale sul cantiere, come è stato fatto in passato, si ottiene poco. Anzi, nulla. Mi permetto, in ogni caso, un consiglio: la struttura, come detto, è e rimarrà aperta, fateci un salto. Così, per ignorare (nel senso di ignoranza) di meno.

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2 risposte a Integrazione

  1. marco bernardi ha detto:

    …riti contrari al buon costume ???…che vorrebbe dire..???

  2. Pingback: Il centro | Il blog di Elio Fanali

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