Alzare l’asticella

Si avvia la fase “due” del progetto di Siena candidata a capitale europea della cultura nel 2019. Una fase che è stata in qualche modo presentata questa mattina con una conferenza stampa in Palazzo Berlinghieri con il sindaco Bruno Valentini, l’assessore alla cultura Massimo Vedovelli e il direttore di candidatura Pierluigi Sacco. Tre/quattro le linee guida che verranno seguite, su cui strutturate poi il progetto (ovviamente più ampio): partecipazione, cioè ancora maggiore coinvolgimento “dal basso” della comunità senese, compresi i “talenti” (come li ha definiti Sacco) presenti nel territorio; relazioni internazionali con l’Europa; partnership con i privati per investimenti sul territorio, in modo che i progetti siano sostenibili e che, finalmente, Siena riesca anche ad attirare denari da fuori; sviluppo di nuove idee progettuali. Resoconti ampi e dettagliati saranno domani sui giornali e in queste ore sui portali informativi. Un aspetto mi è piaciuto di stamani. La volontà, da parte del professor Sacco, di “alzare l’asticella” della sfida, cioè superare con le idee, la creatività, le proposte la fase uno. Ed anche la critica. ”La critica non mi preoccupa – ha detto Sacco -, bisogna vedere di che livello è. Si può essere più o meno d’accordo con un progetto o con un’idea. Se è una critica, anche aspra, ma costruttiva, ben venga, perchè ci aiuta a migliorare. Se deve essere una critica che si limita alla simpatia o all’antipatia verso il professor Sacco, oppure si deve basare su cose inesatte, credo sia limitante per tutta la comunità”. Credo che in questo modo si colga nel segno: come ho scritto altre volte, la sfida a Capitale europera della Cultura, una delle poche vie per rilanciare Siena, parte non da una fotografia esistente (bella o brutta che sia), ma dall’idea futura di città, di un territorio, convintamente condivisa dal basso, anche dopo giuste critiche, ma senza zavorre (alcune elettorali) di chi continua a pensare che tutto dipenda dai cestini pieni, dalle cacche dei cani o dall’assenza di cinema. Oppure pensando a chissà quale distribuzione di denari, con logiche rivolte al passato. Il progetto, dal punto di vista finanziario, si basa su investimenti intorno ai 70 milioni di euro: il bilancio è stato ratificato dalla commissione europea che ha ammesso, anche per altre ragioni, Siena nella short list e quindi “bollato” come sostenibile. Senza lobby, pressioni, distribuzioni preventive eccetera eccetera. Forse l’ondata di ”gioventù” (nel senso ampio del termine) che lo staff ha dato non è stata gradita da qualcuno che, in passato, si è riempito la bocca con la cultura da radical chic (di destra o di sinistra…) e adesso si agita perchè si ritiene ai margini di tale progetto, magari proprio parlando di logiche del passato, nella logica di un cane che si morde la cosa: un errore, perchè nessuno esclude nessuno, ma nessuno può avere l’esclusiva, come probabilmente era in passato. Adesso attendiamo anche ulteriori iniziative, chiamiamole “concrete” o, se preferite, “eventi” che magari non sono molto funzionali o decisivi difronte alla candidatura stessa, ma che, al di là dell’importantissima teoria, dell’idea di partecipazione, del dialogo e di tutta l’attività che verrà avviata, abbiano la specifica funzione di motivare la cittadinanza e allargare ancora di più la partecipazione stessa. Perchè sia una candidatura che arrivi davvero dal basso e magari aiuti a far comprendere qualcosa in più a chi critica senza sapere. O sapendo anche troppo.

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2 risposte a Alzare l’asticella

  1. antonio ha detto:

    premetto che chi non è contento della prima vittoria di siena nella corsa a capitale della cultura non vuole bene alla nostra città. è sottinteso, quindi che io sia entusiasta di questa strada intrapresa. però, si c’è un però grande come una casa, non vedo ancora lo scatto in avanti della città dopo le recenti disavventure, anzi, sono diventato ancora più pessimista, caro elio. qualcuno dice, forse anche tu tra le righe, che il senese medio non è molto partecipe di questa importante iniziativa. come può esserlo mi chiedo. il monte sta per essere perso dalla città, nel silenzio, o quasi, generale, aumenterà l’irpef comunale, già alta, aumentano i parcheggi mentre il biglietto del bus è già aumentato, gli stipendi(monte e comune, ma anche provincia) diminuiscono sensibilmente, i precari restano…sempre più precari, nonostante i tanti bei discorsi, la stazione, ricostruita o quasi pochi anni fa, versa in condizioni disastrose, l’ufficio informazioni turistiche molto probabilmente chiuderà per qualche mese se non si trovano i soldi per gestirlo in maniera soddisfacente. nel mezzo a questo caos i partiti politici litigano e si fanno la guerra anche tra appartenenti allo stesso schieramento, senza idee ma con tanta voglia di distruggere. come si fa a essere ottimisti? io non sono disfattista, non mi piace criticare tanto per farlo, ho semplicemente fotografato la realtà, purtroppo. idee? si, per esempio al santa maria della scala si potrebbe pensare a installazioni multimediale, per esempio riguardanti il palio. i turisti apprezzerebbero e il costo non sarebbe esoso. Una bella iniziativa turistica è stata Calici di stelle, così come i tour organizzati dalle guide turistiche, per non parlare,poi, del treno natura e del trekking urbano, iniziative copiate dappertutto.
    i soldi della tassa di soggiorno potrebbero essere investiti davvero sul turismo, partendo dalle cose semplice senza voli pindarici, come un’efficiente informazione turistica. Il monte? da quando sono arrivati “quelli bravi” a parte i tagli, non abbiamo visto un vero e proprio progetto di rilancio, fatto anche di pubblicità, nuovi prodotti etc. ci sono tante cose che vanno bene a siena, per carità, sono il primo a crederlo, ma tante piccole cose si potrebbero fare con tante idee giuste e concrete e anche con pochi soldi. saranno fatte? vorrei crederci, ma per ora sono estremamente pessimista, vedo tanto fumo e poco arrosto.

    • eliofanali ha detto:

      Nel tuo pessimismo, caro Antonio, sei comunque molto piu’ propositivo di tanti che denigrano, anche la candidatura, e basta. E’ vero, le cose che elenchi sono tutte giuste, benche’ ognuna abbia una sua origine. Pero’ qualcosa per rilanciare questa citta’ ci vuole, magari uno stimolo, chiamalo come vuoi. E la candidatura puo’ esserlo, non solo dal punto di vista “filosofico”, ma anche pratico. Come diceva uno striscione al Rastrello, che tu ricorderai, “B…isogna crederci (sez. Coroncina)”. Saluti

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