Si fa la storia?

Ci sono giorni di in cui, nel bene o nel male, si fa la storia. Per il Monte dei Paschi questi potrebbero essere proprio i giorni in cui si costruisce, davvero, il futuro. Mentre il titolo è in picchiata in borsa, il consiglio d’amministrazione decide sull’aumento di capitale da tre miliardi di euro. Che, se fatto in tempi brevi, cioè a inizio del nuovo anno, potrebbe mettere definitivamente in ginocchio la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, recidendo, di fatto, l’ultimo sottile legame fra banca e territorio. La decisione ha una sua logica, come ha una sua logica (opposta) il dissenso sull’operazione arrivato nei giorni scorsi dalla Fondazione. Due logiche opposte che si contrappongono. L’unico aspetto che, a mio modestissimo parere, potrebbe rivelarsi (condizionale d’obbligo) positivo è che a capo di Palazzo Sansedoni dovrebbe (altro condizionale) esserci un amministratore, Antonella Mansi, che dovrebbe (ancora condizionale) rispondere unicamente all’ente e non ad altre logiche (come in passato), oppure dovrebbe non essere subalterno alla controparte (come in passato): e quindi dovrebbe “lottare” unicamente per la salvezza dell’ente stesso, libera da condizionamenti, da pressioni e basandosi sulle proprie competenze e la propria professionalità, con quel unico target finale. Perchè la Fondazione Monte dei paschi, pur in enorme difficoltà, è al momento sempre il principale azionista. Dall’altra parte avrà certo un osso duro, teoricamente, anche egli (Alessandro Profumo), libero da condizionamenti del passato e con l’obiettivo principale di salvare la banca. La speranza (vana?) è che dalla sintesi fra i due possa scaturire un compromesso che non pesi troppo sulla salvezza di una o dell’altra parte. Difficile, difficilissimo, non del tutto impossibile. Tutto questo mentre qualcuno, probabilmente (ma non solo) per speculazione elettorale (come se fossimo ancora in campagna elettorale) continua ad esultare, quasi gaudendo che la situazione vada a scatafascio, almeno poi sa come rivolgere la testa al passato e accusare questo o quello, i noti soliti, nel solito pensiero rivolto al passato, non al futuro. Naturalmente senza sapere assolutamente nulla (o quasi) di finanza ed economia. Ma non importa, qualcuno in passato lo ha gia’ fatto. Il peggio è che, magari, nei primi “qualcuno”, parecchi (tutti) hanno lavorato al Mps, oppure sono stati nominati nei cda. O, peggio ancora, ci lavorano tutt’ora. Magari dovrebbero essere i primi a sperare in altro, ma evidentemente di politica (e non di pensione o stipendio) si mangia.

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4 risposte a Si fa la storia?

  1. Enrico Tucci ha detto:

    Ad onor del vero non vedo nessuno esultare per quello che sta succedendo tra Banca e Fondazione. Casomai vedi una città disattenta e poco propensa ad informarsi, forse perché stanca di cattive notizie. Purtroppo mettere la testa sotto la sabbia non mette al riparo dalle disgrazie e temo che ci stia per capitare quella “definitiva”, da colpo di grazia: la dipartita della Banca e l’azzeramento della Fondazione. Spero ardentemente di sbagliarmi anche perché qualche (relativamente piccolo) contributo della Fondazione farebbe assai comodo al Comune (il bilancio è tutto una tassa ed un pianto) e alla causa della Capitale Europea della Cultura che probabilmente resterà l’ultima possibilità di ripresa. Purtroppo per ora il pessimismo della ragione sovrasta l’ottimismo della volontà, ma non dobbiamo abbatterci e trovare in noi stessi, nel nostro orgoglio e nelle nostre capacità, magari finora in parte inespresse perchè drogati dal denaro facile, le motivazioni per andare avanti sperando che il partito egemone capisca che a forza di tutto controllare di finisce a far tutto morire

    • eliofanali ha detto:

      Sono d’accordo. Sull’esultanza di qualcuno basta fare un giro sui social: esultanza forse no, punti esclamativi e ironie varie si.
      Saluti

      • Enrico Tucci ha detto:

        Forse è anche la reazione al fatto che dalle parti del Pd tutto tace, si fa finta di niente in stile eduardiano “addapassà a nuttata”. Ma da ora in poi rischia di essere notte per tutti e per tanto, troppo, tempo.

      • eliofanali ha detto:

        In effetti puo’ essere una giusta interpretazione, anche se potrei dire che qualcuno farebbe meglio a tacere invece di aspettare commenti altrui. Sicuramente la notte rischia di essere molto buia, per tutti, scriventi e non.

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