Braccio di ferro, stavolta almeno non è impari

Il toro ha caricato, ora spetta al torero il difficile compito di schivare, oppure quello di nascondersi dietro la staccionata e parare il colpo. Forse è una metafora banale, ma, sintetizzando, è quello che accade dopo la decisione del consiglio di amministrazione della banca Monte dei Paschi (non all’unanimità, ma a maggioranza, sarebbe interessante capire chi non ha votato e perche’) di effettuare entro il primo trimestre 2014 l’aumento di capitale da tre miliardi di euro. Come ho gia’ scritto ieri, la banca ha i suoi motivi (e ci mancherebbe altro), fra cui la necessità di predisporre il rimborso dei Monti Bond ed evitare quindi la nazionalizzazione della banca. Pure il torero ha i suoi (validi) motivi: perchè la Fondazione Mps, con un aumento così repentino nei tempi, rischia di sparire. Sarà un braccio di ferro, dunque: l’unica cosa che mi conforta è che non sarà, o almeno non dovrebbe esserlo, impari almeno stavolta: perchè se alla guida della banca c’è Alessandro Profumo, alla guida di palazzo Sansedoni c’è Antonella Mansi. L’assemblea degli azionisti che deciderà (e la Fondazione al momento rimane l’azionista con più quote) è fissata per il 27 dicembre in prima convocazione, il 28 in seconda (un sabato) e il 30 in terza. Sarà un fine anno scoppiettante. Nel frattempo si sperticano già gli slogan e i giudizi, nonchè le immancabili offese, sui social, da parte di questo o quel rappresentante politico. Nei prossimi giorni saremo inoltrati da opinioni e pareri, di comunicati con “Io farei così, io farei cosà”, che peraltro, quasi sempre, arriveranno da persone che di finanza e di economia non comprendono quasi niente. Mi stupisco, lo ribadisco, che qualcuno di tali politici abbia lavorato in, sia in pensione da o lavori tutt’ora in Mps, ma questa (forse) è un’anomalia tutta senese. Cosa mi aspetto allora adesso dalla politica senese (maggioranza, minoranza, movimenti, partiti, ex candidati), se tutto questo non mi torna? Non ingerenza, certo, altrimenti sarei contraddittorio. Oppure sarebbe come aspettarsi un bieco ritorno al passato (anche nazionale), quando, in alcune occasioni, la politica si e’ occupata senza competenza di diverse cose, anche direttamente. La politica dovrebbe riuscire a recitare un ruolo di equilibrio (politica: dal greco “πόλις”, polis, che significa città) captare le esigenze di cittadini e territorio e “tradurle” a chi le decisioni le deve prendere. Non è un ruolo facile, perchè è equilibrio fra ascolto e azione, non ingerenza. Ma è il ruolo della politica.

Ps: ho visto che i presidenti delle provincie di Siena e Firenze sono intervenuti per ribadire il “No” al pedaggio sull’Autopalio. A me rimane un dubbio, sollevato anche da qualcuno su questo blog (leggere i commenti per verificare): ma insomma questo emendamento leghista che lo introduceva c’era, non c’era, e’ sparito, si e’ rottamato, si è autosospeso?

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