Farsi delle domande

Viviamo nell’epoca della semplificazione. Le numerose, forse troppe, stimolazioni che ci arrivano dall’esterno ci spingono, a volte ci obbligano, a semplificare, snellire, sintetizzare. A volte, a banalizzare. Il discorso è ampio e investirebbe anche il ruolo dei giornalisti: una maggiore professionalità, come ho ripetuto altre volte, permetterebbe migliore comprensione finale; maggiore autorevolezza porterebbe forse ad una “delega” maggiore da parte degli utenti finali, che più si fiderebbe del “filtro” professionale, invece, a volte, di arrivare a conclusioni proprie e, in alcuni casi, errate o, appunto, semplicistiche. Al di là di questo discorso, che mi piacerebbe riprendere in futuro, torno al concetto di “semplificazione”. A volte semplifichiamo a tal punto che perdiamo di vista la realtà. Faccio un esempio, ringraziando chi me lo ha fornito:
a) Le auto possono andare molto veloce. Lungo le strade urbane ci sono dei muri. Se guidi la macchina in città ti schianti contro un muro e muori. Non si deve guidare la macchina in città.
b) Le auto possono andare molto veloce. Lungo le strade urbane ci sono dei muri. Se non rispetti la segnaletica nei centri urbani potresti schiantarti contro un muro e se non ti sei messo la cintura di sicurezza potresti addirittura morire e molto probabilmente causare la morte di eventuali passanti. Dobbiamo essere rispettosi della segnaletica quando guidiamo in città.La semplificazione a) è sotto certi punti di vista corretta ma la sua stringatezza costringe ad una visione parziale dei fatti che ne altera la verità, che, invece, pare quella di b) o perlomeno è più completa. E’ una situazione che ci colpisce spesso, nei social network (pensate a stringare i concetti in 140 caratteri su Twitter…o nelle poche righe dei post di Fb, quante volte avete interrotto la lettura di un post troppo lungo? Segno evidente che, come diceva McLuhan, “Il mezzo è messaggio”), perfino nella politica. Vengo (per l’appunto) al nocciolo, provando ad attualizzare il concetto alla spinosa questione banca-Fondazione Monte dei Paschi.
a) Il non rimborso dei Monti Bond porterebbe alla nazionalizzazione della Banca. Per rimborsare i Monti Bond si deve fare l’aumento di capitale. Se non si fa l’aumento di capitale a gennaio la banca viene nazionalizzata.
b) Il non rimborso dei Monti Bond porterebbe alla nazionalizzazione della Banca. Per rimborsare i Monti Bond si deve fare l’aumento di capitale. Ci sono comprensibili pressioni comunitarie affinchè venga fatto presto senza indugi, ma la Ue ha previsto un termine di sicurezza entro il 2015. L’aumento di capitale va fatto e non ci devono essere interessi o pressioni politiche sugli istituti di credito che investono il denaro dei cittadini.  Possiamo dire che a) è semplificazione di b). Gli assunti appaiono entrambe giusti. Come ci possiamo salvare? Facendoci delle domande. O facendole agli interlocutori che, per quanto autorevoli, per quanto esperti riconosciuti, potrebbero anche essere parte in causa o, semplicemente, potrebbero fornirci una “loro” versione. Forse è questo il segreto, che sempre deve essere un assunto fondamentale per i giornalisti, che hanno in più, rispetto ad un cittadino che fa un’altra cosa, l’obbligo di documentarsi. Ma in generale vale un po’ per tutti. Chi detto che 2 o 3 mesi di dilazione sulla data dell’aumento di capitale possano portare ad un mancato rimborso dei Monti Bond?Chi lo dice che rimandare di poche settimane l’aumento di capitale possa quindi far rischiare la nazionalizzazione? Sarà vero? Domande interessanti che magari non tutti ci facciamo o facciamo. E che, giornalisti in testa, dovremo provare a fare. Forse ci precederà qualcuno: non ho certo la presunzione di dirlo con certezza, ma forse sono le stesse domande che, da “autorità” ad “autorità”, si farà Antonella Mansi, presidente della Fondazione Mps, in queste ore.

PS: oggi si discute e poi si vota in consiglio comunale il bilancio  2013. Ma ci sono anche altre interessanti questioni, come il piano triennale dei lavori pubblici. Magari aggiorno in giornata, anche su questi aspetti ci sono tante cose da dire.

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