Non esulto

Io non esulto e non esulterò. Oggi si potrebbe consumare l’addio di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola alla guida del Monte dei Paschi, quando l’assemblea approverà l’ordine del giorno della Fondazione Mps e , di fatto, farà slittare a maggio l’aumento di capitale della banca. Per prevenire i soliti “soloni”, non difendo di certo la “governance”, cerco solo di farmi delle domande e capire quale possa essere il futuro di banca (che significa lavoratori, correntisti, indotto ed economia anche di Siena, così per dire…) e Fondazione.  Ogni parte fa, ha fatto e farà bene a difendere i “propri” interessi, che in questo momento appaiono in conflitto, come scritto altre volte. Già il fatto che la Lega Nord issi le bandiere e gli slogan in stile ultras mi fa avvalorare la mia tesi (personalissima, per carità), secondo cui ci sia veramente poco da esultare. Ma quello che mi fa riflettere ancora di più è pensare al futuro. Non quello “miope” di qualche ora, in cui qualcuno può, per l’appunto, esultare per l’abbattimento di una governance che,  si pensi come si vuole, ha ereditato una situazione drammatica (e qui ritiriamo pure fuori gli errori del passato, che ci sono e sono storia). Ma quello leggermente più a lungo termine, non di molto: diciamo una questione di giorni. L’aumento di capitale va comunque fatto, la Fondazione ha comunque l’acqua alla gola (anzi, è sommersa)  e la banca potrebbe ritrovarsi senza testa o con un cambio di governance da un giorno all’altro, non proprio la situazione idilliaca per risanare dopo i disastri del passato, il che potrebbe (in un gatto che si morde la coda, anzi qualcosa d’altro) aumentare le difficoltà della Fondazione. Tutto questo potrebbe, peraltro, gettare i lavoratori (anche della Fondazione) dalla padella alla brace, ma evidentemente qualcuno continua a pensare che il caos sia meglio e che il futuro sia comunque meglio di Profumo e Viola. Spero che abbiano ragione: resta il fatto che i mercati difficilmente gradiranno le dimissioni, lo vedremo lunedì, resta il fatto (lo scrive “Il Sole 24 Ore”, non io) che la Fondazione abbia al momento poche soluzioni in mano. Personalmente, in questo ragionamento, di Profumo e Viola mi interessa poco; mi interessa più capire cosa ci aspetti il futuro. E, come ho già scritto, mi sembra ci sia poco da esultare, perchè dallo scontro, con ogni probabilità, non escono vincitori. Riporre le bandiere e riflettere (davvero) sarebbe forse una scelta migliore e molto più “rivoluzionario” di urlare a casaccio o agitare i bastoni. Ma non è di moda.

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Una risposta a Non esulto

  1. antonio ha detto:

    giusto Elio, non c’è niente per cui esultare. semmai aumenta ancora di più la rabbia nei confronti degli ex vertici (e chiamiamoli con i loro nome, senza vergognarci) Mussari e Vigni che hanno distrutto un capitale di centinaia d’anni. ancora complimenti! lo so che serve a poco, ma questa è l’unica verità inconfutabile.

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