Silenzio

Credo di non aver mai ascoltato un silenzio più assordante. L’ingresso di Auschwitz-Birkenau, il freddo, il terreno spoglio di qualsiasi forma di vita, anche di un filo d’erba. La morte. Un odore ed un dolore che ti entrano nel naso. Non è retorica, non è impressione, c’è davvero qualcosa di diverso lì dentro. Le baracche, un panorama di cui non vedi la fine, composto da una sterminata fila di camini in muratura, che si conclude con le macerie dei forni, dove lo sterminio diventa cenere. Credo che più di tante gite e gitarelle, le scuole dovrebbe mettere nel proprio programma una visita a questi campi. Non si rischia la retorica, non si rischia l’assuefazione nel vedere quei buchi tondi, uno a pochi centimetri dall’altro, dove due volte al giorno i prigionieri erano costretti ad inventarsi una propria intimità. Come vacche. Se ci vai con gli amici, scherzi fino a trenta secondi prima di entrare. Quando varchi quel cancello non ridi più. Rifletti. Molto. Non solo e soltanto sulla crudeltà umana, su quali e quanti confini possa varcare. Ma sulla sofferenza. Chi l’ha inflitta e chi l’ha subita. Quotidiana, oraria, minuto dopo minuto. Un bilico fra la vita e la morte, un equilibrio spezzato da un niente, una privazione totale della propria anima e del proprio cuore. Il niente ripetuto ora dopo ora. Credo che il Giorno della Memoria sia essenzialmente non rimanere indifferente a tutto questo. Di ricordi, di racconti, di resoconti, di chiose e poesie ce ne saranno a centinaia, molto più profonde delle mie e molto più letterarie. Servono, tutti, per non essere indifferenti. E, quindi, per non dimenticare. Perchè l’oblio è la radice di una pianta che può rinascere.

PS Condivido li link de “La Martinella di Siena”. Oggi è la “Giornata della Memoria”, da celebrare senza i “ma”, gli “anche” e i “se”. Ci sono e, spero, ci saranno altre giornate per ricordare altri eccidi (foibe, gulag o quelli degli israeliani nei confronti dei palestinesi, anche quelli “rossi”, benchè non sia concepibile o assimilabile uno sterminio ad un colore – la morte è morte, per tutti). Oggi parliamo della Shoah, riflettiamoci, anche se sarebbe bello farlo sempre e non solamente oggi. “Domani” facciamo altre, giuste, considerazioni.

http://lamartinelladisiena.wordpress.com/2014/01/27/a-chi-da-noia-la-giornata-della-memoria/

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