Giannetti e quel sogno a metà

Sono consapevole che il Siena abbia dovuto vendere il più possibile in questa sessione invernale mercato. Le ragioni sono tante, riconducibili quasi tutte al “taglio” dell’appoggio da parte del Monte dei Paschi.  E sono altrettanto consapevole del fatto che il bene primario non sia questo o quel giocatore, addirittura non sia neppure il risultato sul campo, che comunque potrebbe o non potrebbe arrivare, ma sia la sopravvivenza della società, come del resto era la scorsa estate. Tutto vero, tutto giusto, tutto legittimo, tutto perfino spiegabile, addirittura tutto, per certi versi, (quasi) logico. Non voglio parlare di questo, di queste scelte, degli errori, degli sbagli e delle problematiche e responsabilità che qui ci hanno condotto. Fatemi solo fare un chiosa che ha poco a che fare con l’economia, la politica, i soldi e molto con quel poco di romanticismo che è rimasto nel calcio. Una sensazione che, in questi ultimi giorni, solo alcuni filmati di tifosi, molti dei quali britannici, hanno risvegliato. Niccolò Giannetti ha lasciato Siena. Nato a Siena, contradaiolo, cresciuto nelle giovanili del Siena, emigrato per poco, poi rientrato. Titolarissimo quest’anno, gol sotto la curva, addirittura trascinatore. Ragazzo serio anche fuori dal campo, perfino affabile e umile. Cosa si poteva chiedere di più? Fatemi un ritratto del giocatore ideale che vorreste nella squadra della vostra città, con quella maglia e con quei colori. Era destinato ad andarsene comunque, probabilmente. Magari potevamo al massimo sperare di tenerlo un annetto, nelle migliore delle ipotesi in serie A e poi avrebbe comunque spiccato (giustamente) il volo verso qualche piazza calcisticamente più grande. Al di là delle valutazioni economiche giuste di cui sopra, però, fa rabbia e amarezza vederlo togliere quella maglia dopo soli sei mesi di gloria (sua ed anche nostra). E’ un piccolo-grande sogno che finisce, come quando ti svegli di soprassalto e vorresti che continuasse, nella consapevolezza che prima o poi sarebbe comunque dovuto concludersi. Che dire? Speriamo almeno che il volo da qui spiccato sia altissimo e lunghissimo. E poi chissà…fatemi sognare ancora.

Ps: poi, magari, siccome non è ancora ufficiale, domani me lo vedo in campo…

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