Si può cambiare, basta dirlo

Ho letto con interesse (professionale) l’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale (il 25 febbraio) di Siena. Interrogazioni sullo scibile umano e alcune più interessanti, mozioni dello stesso livello. Siccome però da un po’ di tempo a questa parte provo anche ad occuparmi (non sempre ci riesco e, rispetto ai tanti guru del web, non so neppure se bene o male) di politica, una cosa mi è saltata agli occhi. Ci sono infatti un paio di documenti firmati dai due consiglieri di “Siena Cambia” Laura Sabatini e Alessandro Trapassi, quest’ultimo ex Pd (era vicesegretario comunale e assessore con Ceccuzzi), che fanno riferimento all’area di Alberto Monaci. Uno riguarda un’interrogazione sulla “Carta di Pisa” (un codice etico per promuovere la cultura della legalità e della trasparenza negli enti locali), l’altro è una mozione sulla gratuità dei parcheggi nei giorni festivi. Non posso entrare nel merito dei due documenti che non ho letto, quindi posso fare solo valutazioni politiche e non contenutistiche: sicuramente i due documenti conterranno idee spiegabili e sostenibili. Un paio di considerazioni. La prima: nel nome del “bene comune” (termine sempre più antipatico) si pu anche trovare convergenza fra maggioranza (o parti di essa) e minoranza (o parti di essa), ma molto dipende dagli argomenti (di interesse generale) e, inoltre, è singolare che siano sempre (o quasi) i due consiglieri sopracitati a firmare con la minoranza. Seconda considerazione: il coordinatore di Siena Cambia Roberto Guiggiani ha specificato  (http://www.sienanews.it/2014/01/23/trapassi-e-sabatini-non-fanno-parte-di-siena-cambia/) che i due non fanno del movimento, anche se in esso sono stati eletti. Tuttavia i due fanno sempre riferimento, nei documenti ufficiali, a Siena Cambia. Non sarebbe forse meglio chiarire, in maniera definitiva, dove si collocano i due, se in maggioranza o in minoranza? Del resto chi li ha votati lo dovrebbe aver fatto, certo, perchè credeva nelle singole persone. Ma evidentemente anche nel progetto politico complessivo, nel candidato di riferimento (Bruno Valentini), quindi nel programma di maggioranza. La croce è stata fatta su un simbolo, insomma, preciso. Si può cambiare o modificare la propria idea, basta dirlo.

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