Mens Sana, l’obbligo di provarci (come per il Siena)

Che lo sport cittadino, soprattutto (ma non solo) le due entità maggiori, sia in crisi non lo scopro certo io e non adesso. Che tale crisi sia influenzata certo dal mancato apporto del Monte dei paschi, ma anche da diversi errori di gestione (a fronte dei risultati sportivi, sotto gli occhi di tutti) compiuti dal passato, lo stesso. Mi sono occupato ed ancora lo farò in futuro del Siena calcio, oggi voglio provare a parlare della Mens Sana. Ci sono almeno un paio di cose che mi sono piaciute particolarmente, in una situazione che era e rimane drammatica, venerdì scorso nella giornata dell’ufficializzazione della messa in liquidazione della società. La prima è la trasparenza: Piero Ricci, presidente della Polisportiva (azionista di maggioranza della Men Sana basket) ha affrontato situazione e tifosi, mettendoci la faccia, non senza far trapelare emozione, sentimento e trasporto (almeno io ho visto questo). E ha spiegato quali sono i passi che verranno effettuati, non senza lesinare alcune critiche sul passato, compreso a se stesso in qualità di numero uno della polisportiva. Il secondo aspetto è legato ai passi da fare: si è rilanciato, cioè, senza stare troppo lì a recriminare o a piangersi addosso. Gli errori, come detto, ci sono stati: l’analisi di chi e di come rimane importante, di sicuro, ma, come ho detto altre volte e in altre situazioni, non deve e non può essere una zavorra pesantissima per il futuro, non deve e non può farci rimanere con la testa all’indietro, perchè si rischia di battere la testa nel muro e finire lì, non andare avanti. Ricci gioca all’attacco, insomma, non in difesa, per il futuro della Mens Sana. “Penso ad un basket sempre ai livelli attuali” ha ripetuto fra le (tantissime) altre cose. Riuscirà nella difficile operazione? Difficile, se non impossibile, dirlo adesso. Ma intanto ci prova. Come deve provarci il Siena, con qualsiasi mezzo. L’ormai celeberrimo progetto sull’area del Rastrello è stato consegnato, adesso servono i passi (legittimi) dell’amministrazione comunale, compreso la condivisione con la città. Staremo a vedere. Ma l’obbligo, per entrambe, è provarci, liberandosi delle zavorre non del passato “glorioso”, ma della recriminazione sempre e comunque: quella che offusca occhi e cervello e che non ti fa essere (come in passato, per l’appunto) lungimirante.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Mens Sana, l’obbligo di provarci (come per il Siena)

  1. Santimanio ha detto:

    pensiero da condividere al 100%

  2. Magico Vento ha detto:

    Nel condividere la parte dove sostieni che le situazioni di calcio e basket per molti versi si somiglino, non condivido la il tuo rimarcare “il metterci la faccia” o “la trasparenza” di qualcuno cui chiaramente ti riferisci. Credo infatti sia doveroso rimarcare che il “ramo basket” rappresentato dalla Mens Sana, fosse una costola di una polisportiva che ne detiene a tutt’oggi una quota pari al 87% (l’altra quota importante è detenuta dalla Fises per l’11%). Questi enti, la polisportiva è una onlus giova ricordarlo, in tutti questi anni non credo che si siano mai preoccupati di:
    chi fossero in consiglieri del cda della Mens Sana, quanto fossero competenti, contabilmente parlando, i membri del cda e di quanto fossero all’altezza del compito i sindaci del collegio dei revisori dei conti. Eppure, correggimi se sbaglio, detenevano uno l’87% e l’altra l’11%. La seconda, la Fises ha provato a salvare in calcio d’angolo la propria integrità prima sollevando dubbi sulle ultime nomine ( che però non erano avvenute il giorno prima) e poi chiedendo la certificazione dell’ultimo bilancio ( un po’ come provare a chiudere la stalla quando i buoi sono bellamente scappati). Ora è chiaro che la persona di cui dici ci provi a mettere la faccia. Mi pare il minimo. Credo che sia corretto scrivere che certi meccanismi, propri di Siena, avessero fatto in modo di pensare che MPS potesse essere lo sponsor perpetual….Nessuno ha mai pensato che quello che è accaduto ( indipendentemente dalle motivazioni ) potesse accadere. Nessuno quindi ha mai seriamente programmato per periodi cosiddetti più bui o difficili. Se si fosse realmente programmato una persona con la diligenza del buon padre di famiglia avrebbe accantonato anche solo l’1% ( fatevi i conti tenuto conto della sponsorizzazione annuale media moltiplicato per 10 anni ) e oggi forse la pallacanestro non si troverebbe in questa situazione. Ora il futuro è tutto da scrivere. La liquidazione atto necessario se non si ricapitalizza ( e il bilancio è stato tirato per le lunghe solo perché si temeva questa situazione) è solo il primo passo per provare a far risorgere qualcosa dalle ceneri. Ma qualunque possa essere il progetto sportivo della nuova Siena del basket occorrerà avere l’avallo di Roma e di Petrucci le cui prime parole sul caso non sono certo incoraggianti. Forse ci vorrà l’ennesimo intervento di Renzi. Ma sarà per il basket a Siena o a Firenze?
    Intanto da tifoso mi auguro, per il bene del movimento che tutta la pallacanestro, a partire dai senesi per poi attraversare tutte le piazze della A ma non solo creino un movimento per far capire alle società delle quali sono tifosi e appassionati che quella dell’attuale presidente non è la strada giusta e che da qui al prossimo 30 giugno ci si può ancora riunire e cambiare idea. Come può una persona che ha contribuito a lasciare Siena in queste condizioni guidare il movimento della pallacanestro di vertice?

  3. antonio ha detto:

    il fatto più evidente, anche se in tanti tendono a nasconderlo, è che a vincere con i soldi del Monte erano bravi i vari De Luca, Stronati, Mezzaroma, Minucci, senza è molto molto più difficile. ci hanno preso in giro parlando di “progettualità” e altre banalità varie. il vero merito è dei tantissimi soldi che la banca ha versato al basket ed al calcio, punto e basta, visti i risultati economici attuali.

    • stefano ha detto:

      quello che dici, antonio, ha un fondo di verità ma è altrettanto vero che non mi vengono in mente esempi, nello sport professionistico, di squadre vittoriose senza disponibilità economiche importanti, me ne vengono in mente tante invece che, a fronte di budget importanti, non hanno vinto niente! Buona giornata

      • antonio ha detto:

        si è vero, ma vi vorrei anche ricordare che nel corso degli ultimi anni ci hanno menato la famosa frase “il nostro budget non è il più ricco” (falsità assoluta alla luce dei fatti), oppure “il nostro progetto” etc etc. se ci fosse stato davvero un Progetto, forse ora non si sarebbe in questa tragica situazione.

  4. stefano ha detto:

    su questo, purtroppo, hai ragione, speriamo che sia fatta chiarezza su come sono “maturati” questi 5,4 milioni di debiti o di crediti inesigibili anche per rispetto di chi, come me, ha sofferto e gioito sui gradoni del palasport da almeno 25 anni pagando regolarmente l’abbonamento! O forse è chiedere troppo…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...