Avevamo torto ma insomma avevamo ragione

Ne avevo già parlato a suo tempo (https://eliofanali.wordpress.com/2012/06/20/e-su-moss-come-la-mettiamo/), ne riparlo adesso dopo che, a seguito di corsi e ricorsi, la situazione pare definitiva. David Moss, ex giocatore della Mens Sana, è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale (http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2014/02/25/1031148-david-moss-violenza-sessuale.shtml). Perchè mi interessa così tanto la vicenda del giocatore oggi a Milano, io che di basket non mi occupo (se non in qualche occasione per la Rosea)? Perchè può essere un esempio di come taluni, millantatori di essere portatori della verità assoluta, diventano in realtà come quello che dicono di combattere a tutti i costi. Piegano la realtà, la modellano, la forgiano a seconda delle proprie convinzioni, per avvalorare le loro tesi non scientifiche e fattuali, ma basate sulle proprie convinzioni, peggio opinioni, peggio convinzioni. La notizia di Moss, come scrivo nel post che ho linkato, è stata trattata con i guanti dagli organi di informazione locale (e nazionale): non per “lecchinismo” nei confronti della Mens Sana, ma perchè in quel modo tali notizie vanno affrontate. Dandole, cioè, ma attenendosi ai fatti: c’era un’ipotesi di reato, non un reato. Ci sarebbe stata un’indagine, ci sarebbe stato un eventuale processo, insomma “la giustizia avrebbe fatto il suo corso”. Solo dopo ci sarebbe stata un’eventuale condanna. L’iter processuale, per quanto lungo e complicato, ha dimostrato che Moss non aveva commesso il fatto. Eppure taluni di cui sopra utilizzarono la vicenda per denigrare tutto e tutti: dal giocatore alla Mens Sana, dai dirigenti  fino al Monte dei Paschi, ovviamente comprendendo anche Siena e il “sistema”. Sbandierando pulizia, legalità e verginità, chiose sulla libertà e ammonimenti sul regime e la stampa. Adesso che la vicenda può dirsi conclusa? Nessuno che fa ammenda, nessuno che chiede scusa, nessuno che dice che (forse) si è esagerato. Anzi, magari, si rilancia anche: avevamo ragione e se avevamo torto, avevamo comunque ragione. Contenti loro.

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6 risposte a Avevamo torto ma insomma avevamo ragione

  1. raffaele ascheri ha detto:

    Caro Elio,
    ti scrivo perché mi pare che l’identikit di chi attacchi nel tuo pezzo sembra fatto ad personam sullo scrivente (se mi sbaglio sull’autoidentificazione, dimmelo pure: ma perché attacchi senza fare quasi mai i nomi ed i cognomi?).
    E mi permetto di dirti che io, di Moss, non ho mai scritto che fosse colpevole: sarei stato ben strullo!
    Ho solo evidenziato che di Moss accusato, sapemmo SOLO dalla stampa foresta, perché a Siena nessuno scrisse niente di niente, grazie alla cappa di silenzio imposta as usual da quello che ha fatto fallire la gloriosa Mens sana, arricchendosi al contempo lui.
    Che sia innocente o colpevole, attiene a Moss, e siamo contenti per lui; che la notizia sia stata taciuta in città, a chi attiene?

    L’eretico

    • eliofanali ha detto:

      Caro Eretico,

      quando accade a me, lo spiattellano sempre (e spesso a casaccio), quindi lo dico adesso a te. “Che coda di paglia!”. Sinceramente non so e non ricordo cosa tu abbia scritto di Moss, mi dispiace ma, purtroppo, non sei al centro del mio mondo. Non “attacco”, infatti, nessuno in particolare, altrimenti non avrei problemi a fare nomi e cognomi. Non ricordando i tuoi scritti, per l’appunto, non ho fatto il tuo nome (e cognome). Detto questo del fatto che la stampa locale non scrisse, come ho detto altre volte, non è e non era un problema mio (anche se mi pare di ricordare che qualcuno scrisse e disse): non sono direttore ed editore di niente, ma l’ultima ruota del carro. Rispondo di cio’ che firmo e di cio’ che scrivo. Certo è che ognuno ha i suoi scheletri. Qualcuno (forse) non scrive qualcosa; qualcun’altro usa l’accostamento, avvalora proprie tesi secondo supposizioni e non certezze, utilizza un filone di indagine per attaccare questo o quello come fosse il gioco del domino, magari spargendo qua e là un po’ di (ipotetica) ironia. Non credi?
      Saluti
      Elio

  2. raffaele ascheri ha detto:

    Caro Elio,
    mi dispiace di non essere al centro dei tuoi pensieri: almeno in periferia, speravo proprio di esserci.
    Comunque, ribadisco: la notizia dell’indagine su Moss uscì prima sulla stampa nazionale, che su quella locale. Chissà perché, chissà perchè…
    Se poi l’autocritica per anni di silenzi e di sistematiche coperture della stampa locale si limita al dire che non eri (e sei) direttore di niente, fai pure tu: chi si accontenta – come sappiamo – gode.
    Quanto alla tua domanda finale, almeno quella rivolta a me (voglio sperare), non saprei cosa dirti, non riconoscendomi in niente di ciò che scrivi, visto che io ho sempre scritto di fatti, e le supposizioni si basavano proprio sui fatti. La Storia – purtroppo per la città, con un pochina di soddisfazione per il mio secondo lavoro – mi ha dato del tutto ragione, in ogni singolo caso (ed ancora non è finita, come credo tu immagini). Compresa la vicenda minucciana.
    A proposito: perché molti commentatori – tu compreso, parmi – non riescono proprio a pronunciare il cognome Minucci, da una settimana a questa parte?
    Attendo – se vorrai – tue, l’eretico

    • eliofanali ha detto:

      Caro Eretico,

      non ti crucciare: capita non essere al centro dei pensieri di qualcuno, me ne dolgo, ma è così. Tante altre cose sono uscite sulla stampa nazionale prima e su quella locale, poi. Qualcuna ha fatto il percorso inverso (il “buco” sull’Università uscì, per la prima volta, sul tanto – da te – vituperato “Corriere di Siena”). Come spiegato altre volte, sono responsabile per quello che faccio/scrivo e non per altro. Se poi vogliamo aprire un dibattito sulla stampa locale, facciamolo: ma senza pre-giudizi e cercando di capire come, perchè, quando si fanno scelte editoriali, partendo, tanto per fare un esempio,anche dal ruolo dei collaboratori, da chi fa questo mestiere davvero e da chi lavora al Monte dei paschi, esce alla 17 e poi si diletta, nel tempo libero, a scrivere su un giornale. Non mi sono mai nascosto su questi argomenti, come dimostrai partecipando – diciamo con un pubblico “avverso” – al dibattito di qualche mese fa a Palazzo Patrizi. E affronto quotidianamente battaglie per i diritti di noi “poveri” lavoratori dell’informazione: non per difendere “caste” (quali?), ma per trasparenza e verità. Di certo, questo lo ribadisco, persone come me si prendono “sputi” e “sputacchi” che non ci meritiamo.
      Se non ti riconosci in quello che ho scritto, tanto meglio per te. Dovrei verificare tutto quello che scrivi e, sinceramente, ho altro da fare per campare (e non per diletto, purtroppo). Lo stesso dicasi per verificare tutti – e dico tutti – i tuoi scritti e tutta la ragione che ti avrebbe dato la Storia. Potrei dire lo stesso di me, per esempio. Infine Ferdinando Minucci: non ho mai avuto problemi a pronunciare il suo nome. Nel passato, adesso e nel futuro. Attendendomi, però, ai fatti: siano essi sportivi (le vittorie, per esempio), siano essi relativi alla Guardia di Finanza (indagine – e sottolineo indagine, non condanna – sul fatturato). Il gossip e i “si dice” li lascio ad altri. Io non faccio supposizioni, io racconto. Quando ci saranno da raccontare evoluzioni, in qualsiasi senso, lo farò. Come sempre, da “parmi”.
      Saluti
      Elio

  3. antonio ha detto:

    innanzitutto mi scuso per l’intromissione nel vs dibattito, ma essendo un attento lettore di entrambi e un libero pensatore, mi piace giudicare i fatti con la mia testa senza pregiudizi, senza dar ragione preventivamente a questo o quello. finita la premessa, devo dire da quasi anziano e da ex scribacchino, che è fuori di dubbio, Elio, che nel recente passato la stampa locale ha vissuto di pressioni più o meno velate. così come è innegabile che il nome di Minucci sia difficile da scrivere. lo dico senza acrimonia, anch’io sono dell’idea che bisogna stare attenti a gettare la croce addosso quando ci sono indagini in corso, ma è davvero difficile trovare un articolo di questi giorni sulla crisi della mens sana con il nome di chi ne ha fatto la gloria negli ultimi anni. un perchè ci sarà o no? non parlo di te, la tua attività giornalistica è schietta, ma sicuramente qualcosa di anomalo c’è. potresti parlare con qualche collega (a quattrocchi ti farò i nomi) che in passato ha subito certe censure preventive.
    sull’attività di Raffaele Ascheri si può dire di tutto e di più, ma sicuramente non ha secondi fini, non si nasconde e soprattutto si prende le sue grandi responsabilità sulla propria pelle, questo non si può negare.
    Chiudo affermando che sicuramente anche la stampa ha le sue colpe in questa crisi. ovviamente minori, ma ce l’ha. troppe notizie sono state oscurate e minimizzate, non si è scavato a fondo su certi meccanismi pensando che tutto andasse bene, ma ormai il passato è passato e vorrei che il futuro portasse davvero aria nuova a Siena, una maggiore libertà che finora era regolata soprattutto dai soldi.
    tu Elio fai benissimo, ad esempio, a evidenziare certi aspetti positivi della nostra città. non mi piace il partito del “tutto va male”, non sono un tafazzista, molte cose sono da salvare, molte cose buone sono state fatte, soprattutto nel sociale e spesso ce ne dimentichiamo. giusto ricordarle, perchè nonostante tutto, a costo di sembrare campanilista ai massimi livelli, ringrazio Dio di avermi fatto nascere qui e non in altri luoghi.
    concludo invitando caldamente entrambi a continuare nel vostro impegno, seppure con idee diverse.

  4. Santimanio ha detto:

    caro Elio, di che ti meravigli? il signor Moss, appena uscita la notizia fu subito messo alla gogna, senza se e senza ma, a Siena compresa; poi, chissà perchè, se i fatti smentiscono poi tali illazioni qualcuno se ne sta ben zitto e se ne esce solo quando ha ragione, troppo comoda

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