Il sorriso e l’animale

Ci sono giorni (non molti, purtroppo), in cui fare il giornalista (o provare a farlo) ti regala se non proprio soddisfazioni, almeno attimi di sorrisi. Qualche giorno fa sono andato, appunto per lavoro, a fare un servizio sul Centro Diurno Santa Petronilla del Comune di Siena. Ospita circa venti disabili gravi, che arrivano da tutto il territorio provinciale. La struttura, per quanto moderna, pulita ed efficiente, ha un costante bisogno di manutenzione, anche perchè i servizi che offre, vista la particolarità degli ospiti, sono particolarmente dispendiosi. Diventa quindi fondamentale, per un’amministrazione comunale dalle casse asfittiche e oberata, come le altre (di qualsiasi colore), da tagli immani che arrivano da Roma, il supporto di quelle risorse volontarie che, nel nostro territorio (a dispetto di chi vede tutto nero sempre e comunque), sono un’eccellenza ancora ben presente e fondamentale. Per informazioni più complete potete guardare qui http://www.youtube.com/watch?v=ZVX5nTxgdUE&feature=share&list=UUpaGOrQcPJpmz9y10ARZDsA. Credo che provare a raccontare quello che avviene in quel centro, come in altri, possa dare un piccolissimo contributo. Sono andato per osservare un esperimento che il centro porta avanti con la Cooperativa Elleuno. I disabili, tre volte a settimana e per circa un’ora, vengono messi in contatto (grazie alla collaborazione di Enpa) con due (splendidi) cani. Vengono valutati gli effetti benefici di questo contatto, che si dipana attraverso giochi, passeggiate, semplici carezze, porgere mangime e movimenti. I due cani sono addestrati dal dottor Loris Guerri. Non si tratta, come mi è stato spiegato dai responsabili della struttura, di una vera e proprio “pet therapy” ed infatti il progetto prende il nome di “animal care”. Quello che però è medicalmente interessante è il beneficio che i pazienti disabili traggono. E che si traduce in un sorriso, in un volto, spesso solcato dalla sofferenza fisica o mentale, che si illumina. Basta vedere entrare i due animali nel centro che lo stesso si anima di una luce diversa, i pazienti sorridono in modo diverso, solare. Gli occhi si accendono e i corpi si scuotono, in un fremito che colpisce anche noi, “i normali”. Sono cose che ti fanno capire la bellezza di un gesto, di una carezza, di un animale che scodinzola. Di una umanità a cui “i normali” spesso non si avvicinano neppure in un’intera vita. Gli animali vengono coccolati, vezzeggiati, accarezzati. Con loro si interagisce, si “ascolta” con le mani il loro corpo. E i volti sorridono, le braccia li cercano. E il cuore di chi guarda si apre. Non sarà scienza, ma un sorriso fa comunque bene.

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Una risposta a Il sorriso e l’animale

  1. Caro Alessandro, quello che descrivi è semplicemente la reazione che ha ogni fortunato possessore di un cane non appena lo incontra, magari dopo una dura giornata di lavoro.

    Come dico sempre, avere la fortuna di vivere con un cane è una delle esperienze più belle che, per quanto semplice, ci possa essere.

    Non a caso ci sono fior di ricerche che dimostrano come vivere con un cane rende la vita più felice: http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/how-a-dogs-life-can-make-you-happier-433184.html

    Concludo ricordando che non esistono cani cattivi, come alcuni pensano, ma solamente pessimi “padroni”.

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