La domenica mattina: “Oltre la rete”

Oggi mi permetto di utilizzare uno scritto esposto alla mostra “Move”, con le foto di Paolo Lazzeroni, rivisitate dall’artista Daniele Zecchini, andata in scena nei giorni scorsi ai Magazzini del Sale, nell’ambito di Siena Sport Week.

“Oltre la rete”

Era inarrivabile, lassù piantato sul piedistallo, immobile. Come le mie gambe. Non ci sarei mai arrivato. Non con le mie forze. Eppure era solo una rete bianca profanata da migliaia di palloni arancioni. Quelli sì, potevo farli ruzzolare tra le mie mani, anche da seduto non sarebbe stato difficile. O forse si? Mi decisi a provare. Era il 17 di ottobre, varcai la soglia del palazzetto. Fu subito amore ma col tempo capii che l’amore forse non sarebbe bastato. Fra mille ostacoli mentali e concreti, dovevo avere la forza di non lasciarmi andare. Questo era importante. Provarci no, non sarebbe bastato. Si trattava di voler andare avanti e per farlo non ero solo: i compagni mi aiutavano, come una famiglia. Sapevano esattamente cosa fare, come muoversi sulle sedie a rotelle, a vederli, fare canestro, sembrava fosse la cosa più semplice del mondo. Per me era la più difficile ma non mi abbandonai alla pigrizia, potevo farcela, dovevo farcela. Allenarsi, tirare al canestro, cadere, acquisire velocità nelle azioni, capire il gioco, capire le proprie potenzialità, i propri limiti, darsi tempi. Ero pronto: le amichevoli, poi le partite. Ero gasato: una prova dopo l’altra. Ero vivo: niente di più difficile. Niente di più gratificante. Col tempo e l’esercizio sentivo i muscoli sempre più tonici, reattivi e la fatica passava allora in secondo piano. Le vittorie erano meglio delle medicine. Gli abbracci, il tifo, gli applausi. Godevo di ogni cosa. E’ questo il miracolo dello sport: stupirsi della propria forza di volontà, sentire il proprio sudore sulla pelle, anche se la vita ti ha portato via la sensibilità cutanea. Sentire la fatica perché ti sei allenato troppo, non perché la malattia si incattivisce. Esultare urlando fino a sentir battere il cuore in tutto il tuo corpo. Muoversi e sentirti forte, forte come un eroe stretto dentro una rete ma libero di uscirne fuori, proprio come fa la palla dopo aver centrato il canestro.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...