Ama e fa ciò che vuoi

“Ama e fa ciò che vuoi”. Lo diceva Sant’Agostino. Certo, il suo pensiero dovrebbe essere contestualizzato, ma il concetto rimane. Sono contro qualsiasi discriminazione, ancora, purtroppo, radicata in maniera endemica nella nostra società “civile”. Dove l’equilibrio, sempre di più e ancora oggi, fra l’ironia (quale?), la presa in giro, la risata fa da nascondino ad una repulsione. Ognuno fa bene a pensarla come vuole, ma ognuno fa altrettanto bene ad agire come crede, nell’assoluto rispetto reciproco. Ma che ci sia da tutte le parti. Per contestualizzare la questione, parto da un presupposto. La Regione Toscana ha finanziato il progetto “Omofobia, transfobia e bullismo” rivolto ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie, nell’ambito di un programma di valenza nazionale per il contrasto all’omofobia. È realizzato in attuazione della Strategia nazionale di contrasto all’omofobia, predisposta dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Il progetto, che vede la nostra provincia tra quelle in cui sviluppare la fase sperimentale, è stato avviato all’inizio di quest’anno e coinvolge gli insegnanti e gli studenti di 20 classi, tra cui alcune della città di Siena. In molti, politici, amministratori, movimentisti e social frequentatori, per un pugno di voti si riempiono la bocca di parole come “parità”, lotta a qualsiasi forma di emarginazione e discriminazione, sia razziale che sessuale. Poi, però, quando c’è da applicare un progetto concreto, sperimentarlo nelle scuole, cioè laddove si formano le coscienze di domani, cominciano i pruriti. Evidentemente dettati dalla necessità di raccogliere altri consensi, quelli nell’area cattolico-moderata (moderata si fa per dire). Credo che prima di fare polemica o presentare mozioni in Consiglio Comunale (come quella firmata da alcuni consiglieri di opposizione – ovviamente legittima, s’intende) bisognerebbe conoscere e sapere quello di cui si parla. Nessuno va nelle scuole ad insegnare ciò che è bene o cioè che è male: nessuno va nelle scuole a dire che “omossessuale” è bello e “genitori eterosessuali” è brutto. Il progetto della Toscana ha lo specifico scopo di rimuovere quelle barriere, che, ahimè, esistono, anche nel 2014: quelle che portano alla presa in giro oggi e alla discriminazione domani. Che sono legate all’orientamento sessuale, come se questo fosse (ancora) considerato una malattia o una menomazione dell’intelletto. Insomma chi non è etero è come se fosse meno intelligente. Non ci nascondiamo dietro ad un dito: le barriere ci sono. Per rimuoverle serve agire. Per agire serve fare qualcosa di concreto. Altrimenti tutto rimane nella filosofia. Cioè nel nulla. Per chiudere, sono curioso di capire come si comporteranno, di fronte a questa mozione, i rappresentanti della sinistra. O pseudo tale.

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