Tafazzi di lotta, di governo e di Capodanno

Siena Tafazzi impera. Non va bene neppure il Capodanno Senese. A me (sebbene sia solo il mio umile parere) l’evento di ieri è sembrato ben organizzato, coinvolgente e, a tratti, emozionante e basato su storia, tradizione e cultura. Di più: anche basato sulla volontà di scoprire o riscoprire la “civitas” senese e l’unità di intenti. Invece no, non va bene. Sala del Mappamondo off limits, evento non storico (?), eccetera eccetera.  Naturalmente solo sui social, perchè la polemica “dal vivo” costa troppo. Potrei mettermi a spiegare che l’intenzione del Magistrato non è stata e non è quella della mera rivisitazione storica, ma una spinta e un “rilancio” (parola molto di moda) della sopracitata “civitas” senese, cioè di quello spirito unitario e comunitario che, pur fra mille difficoltà, vive e sopravvive nei 17 rioni. Basta leggere l’intervento di ieri del Rettore Fabio Pacciani per (provare) a capire. Potrei anche sottolineare come tutto sia perfettibile e che la critica, costruttiva, sia benvenuta. Potrei anche mettermi a spiegare che la data del 25 marzo non è stata scelta a caso, ma era quella in cui, fino al 1749, anche a Siena si festeggiava il Capodanno: era il giorno dell’Annunciazione, cioè del concepimento di Maria da parte dello Spirito Santo. Potrei perfino sottolineare che Siena lo festeggiava al vecchio Spedale. Tutto informazioni documentate, documentabili e, soprattutto, rintracciabili perfino sull’amato (per qualcuno, preferito ai libri) web. Ma contro Siena Tafazzi, si direbbe di lotta e di governo, è tutto inutile. La Sala del Mappamondo era stata limitata (come lo scorso anno e come per altri eventi) per una necessità obiettiva: anche perchè sono convinto che gli stessi che adesso fanno polemica per l’ingresso limitato sarebbero i primi a farla per un ingresso illimitato che, magari, “rovinerebbe” il Buongoverno di Lorenzetti o la Maestà di Simone Martini. Se si chiude non va bene, se si apre non va bene: di lotta e di governo, per l’appunto. Alcuni tafazziani, in piena trance agonistica si direbbe se si trattasse di una partita di calcio (forse qualcuno riesce a intendere solo quella), hanno anche vergato frasi “Chi se l’è inventata questa cazzata?”. Certi commenti, in effetti, si commentano da soli. Per alcuni, il Magistrato può provvedere senza troppo patire: che sia regalato un invito, in pergamena e dorato, per il prossimo Capodanno; almeno si sentono importanti e considerati e non fanno polemica sui social. Ad altri mi permetto di consigliare: il Capodanno è organizzato dal Magistrato delle Contrade, quindi dai Priori, ergo si possono fermare in assemblea o nella propria Contrada (se viene frequentata, s’intende) per capire meglio come e perchè sia stata organizzata la manifestazione in quel modo. Ah proposito, ma i Priori loro sono senesi? Perchè qualcuno ha obiettato anche che non ce ne erano ieri nella Sala del Mappamondo; però c’erano, in compenso e fra gli altri anche rappresentanti del Comitato Amici del Palio, del Consorizio Tutela del Palio, Capitani, Mangini e Vicari. Loro, invece, sono senesi? Ad altri ancora suggerisco l’ultima cosa. Nelle librerie vendono cose strane, fatte di carta. Si chiamano libri, sono divisi in pagine e contengono informazioni molto utili. Anche sulla storia, la cultura e le tradizioni senesi. Si possono leggere. Se non si vuole spendere (e magari si preferisce farlo in altro) esistono anche le biblioteche, sono gratuite e contengono i medesimi oggetti. Tranquilli, sfogliarli è semplice.

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2 risposte a Tafazzi di lotta, di governo e di Capodanno

  1. frankieburrini ha detto:

    A me sembra normalissimo (opinione personale) che Priori e dirigenti di contrada, trovino la loro sintesi in un luogo, non fisico, che si chiama Magistrato delle Contrade. Motivazione fin troppo banale.
    Sono momenti, come il Capodanno Senese di ieri, che tolgono dalla mente di chi ci guarda da fuori (persone e istituzioni) l’approssimativa idea che le contrade siano la sola espressione di conviviali banchetti o temporanei aggregatori di forze funzione-Palio. Se il Magistrato delle Contrade, al di la del cerimoniale, vuole farsi custode di valori cittadini, anche più elevati (Mons. Ravasi l’anno scorso, Massimo Cacciari ieri), non solo ci vedo molta utilità, aggiungo: che ne faccia di più e in più direzioni (anche multi-generazionali). Se poi a qualcuno da fastidio veder girare il Labaro del Comune assieme a quello del Magistrato (perché rappresentativo di “vecchi tromboni sfiatati”), libero di dirlo, anche se tendenzioso e – per certi versi – preoccupante.

    Al contrario, seppur detta in chiave strumentale, la critica sulla possibilità di ampliare questo evento al pubblico (o a più pubblico) la trovo corretta. Più gente sente queste cose e meglio è. Non so se la Sala del Mappamondo ha la capacità di raccogliere una moltitudine di persone (forse per quello il collegamento con le Lupe, sotto). Certo è che una lectio magistralis sulla città, sulla civitas e sul Comune trova la sua massima espressione proprio lì dove si congiungono – in un ideale doppio filo di senso compiuto – Buon Governo (amministrazione) e amore gratuito, privo di invidia e totalmente disinteressato per il bene comune. Parole dette non più di ieri.

    • eliofanali ha detto:

      Concordo. Anche con la riflessione sul luogo. Mi spiego: il luogo scelto, carico di valori, purtroppo impedisce un allargamento di presenze, sebbene tale negativita’ sia “bilanciata” dal’immensità valoriale della Sala. Del resto anche la presentazione del Palio, in origine non era fatta, poi fu fatta nella Sala delle Lupe, quindi, adesso, nel Cortile del Podestà. Quindi si può attivare – sebbene le due cose non siano correlabili – anche una riflessione su un luogo diverso e piu’ ampio. La mia era una chiosa, piu’ che altro ironica: sono convinto che gli stessi che adesso dicono “apriamo a tutti”, se davvero la Sala del Mappamondo fosse stata pienissima avrebbero gridato allo scandalo. Tralascio la polemica su chi chiede le dimissioni o l’abolizone del Magistrato. Certi commenti, come detto, si commentano da soli.
      Saluti e grazie del commento

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