Io l’avevo detto

C’è un abitudine tutta nuova, anzi, tutta vecchia, a Siena. Il dare giudizi con il senno di poi, nelle teoria filosofica dell’ “io l’avevo detto”. Deve essere un’altra corrente di pensiero del movimento Siena Tafazzi, già pronto a sbaraccare le urne alle prossime elezioni (comunali e non). Dal Monte dei paschi al Comune stesso, al Santa Maria, al Siena, alla Mens Sana, allo stadio, passando per Scotte, Università, qualcuno anche Contrade, Palio, rifiuti, cestini. Nel segno di #habellevintomatera, aspettiamo qualcosa anche se (malauguratamente) non dovesse andare bene anche la candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura nel 2019. Ora, è certo che alcuni sbagli siano stati fatti. E’ altrettanto certo che qualche voce si era pure sollevata. “Io l’avevo detto”, insomma. Poi si scoprono un paio di cose. La prima: qualcuno l’aveva anche detto, diamogliene atto. Peccato che qualcuno di questi spara a zero su tutto e ad ogni minuto: prima o poi ci azzecca, anche se sull’altissima percentuale di errori cala il silenzio, come pure sulle (poche? tante?) cose che hanno funzionato in questi anni, per le quali non si dice “io l’avevo detto”, perchè di applausi sui social non se ne ricevono. Prima o poi ci si azzecca, come quei giornali sportivi e non che durante la fase del calciomercato assegnano a quella o a questa squadra l’acquisto di una novantina di calciatori a sessione di campagna acquisti. Uno, per la legge dei grandi numeri, lo prendono per forza. La seconda cosa: se vai a scavare, neppure tanto a dire la verità, ti accorgi che alcuni dei membri dell’ “avevodettismo” sono persone che dentro quei disastri c’erano eccome, con mani e piedi. Magari non in primissima fila (ma qualcuno anche si), ma c’erano. Però, all’epoca, non avevano detto proprio niente. Anzi, come nel caso dell’acquisto dell’Antonveneta, avevano addirittura applaudito. E non parlo dei “soliti noti”, ma di quelli che “non c’erano”. E se c’erano non sapevano o dormivano. Però il loro conto corrente registrava comunque introiti alla fine del mese. Legittimi, per carità. Però c’erano. E non dicevano. Stare zitti anche adesso?

Ps: il volume “Robur Anno zero- la prima inchiesta sul passato, presente e futuro dell’Ac Siena” è in via di esaurimento nelle librerie e nelle edicole di Siena, che hanno comunque ancora alcune copie. E’ già stato dato il via alla ristampa. Grazie a tutti!

Ps due: sul post precedente, in particolare, cioè, sulla cessione del ramo vaccini di Novartis a Gsk, da registrare la soddisfazione di Rino Rappuoli e il cauto ottimismo dei sindacati. Mi fido più di questi, soprattutto del primo, rispetto ai soliti soloni della sventura che tuttosanno e tuttovedono. E che l’avevano detto.

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