Con i giornalisti non ci parlo

Mentre quasi tutto il mondo conosciuto era a pendere dalle labbra di Grillo all’assemblea Mps (personalmente mi permetto di consigliare questo sull’argomento http://lamartinelladisiena.wordpress.com/2014/04/29/grillo-la-peste-la-mafia-e-il-danno-reputazionale/), il vostro “preferito” era, per lavoro, s’intende, ieri mattina all’Università degli Studi di Siena per questo incontro http://www.unisi.it/unisilife/notizie/european-parliament-nice-meet-you-incontro-con-lon-david-sassoli. Sull’iniziativa non sto a dilungarmi, dico solo che è finanziata dal Parlamento Europeo per accorciare la distanza fra questa istituzione e studenti: saranno ospitati i parlamentari di tutti i colori. Non traccio giudizi e opinioni, ognuno è libero di farlo. Faccio la fotografia di quello che è accaduto ieri. Pura cronaca. Introduzione del dibattito, cinque minuti di orologio, quindi parola girata ai relatori. Anzi no. Intervento di una decina (dodici di numero, li ho contati) studenti (credo siano iscritti all’università), che, con uno striscione di vaste dimensioni, si mettono davanti al “concone” e, con un megafono, manifestano le loro ragioni. Sono contrari, essenzialmente, all’intervento di David Sassoli. Hanno i loro motivi, legittimi come quelli di ognuno di noi (per esempio quelli di chi invece voleva ascoltarlo), li esprimono. Dopo una decina di minuti di megafono, interviene Sassoli. Cioè prova a intervenire, perchè il dibattito, diciamo quello “politico”, non c’è. L’europarlamentare del Pd viene ripetutamente interrotto mentre prova a ribattere alle parole degli studenti. Quindi si defila. Interviene il professor Luigi Bosco per sottolineare come “non sia questo il luogo per certe manifestazioni politiche” e, che, direi soprattutto, “si deve svolgere un’iniziativa di altro carattere”, diciamo di approfondimento tematico, per la quale, peraltro la sala “Franco Romani” in San Francesco era stata allestita e nella quale, non numerosi a dir la verità (diciamo una quindicina), erano arrivati anche altri studenti e interessati (compreso me, anche se c’ero per lavoro) alle tematiche europee. Dello stesso tenore l’intervento della professoressa Tania Groppi, che avrebbe dovuto dibattere nell’iniziativa. Niente. O Sassoli esce, o non si fa l’iniziativa. Cioè, in sostanza, io sono libero di dire come la penso, Sassoli no. Non può parlare. Fine. Interviene anche uno studente non appartenete al gruppo sopracitato che esprime la sua sull’iniziativa relativa all’Europa e sulle tematiche espresse nell’intervento con il megafono: subissato di urla e applausi ironici. Noi abbiamo ragione e voi torto. Ri-fine. Nel frattempo lo stesso gruppo distribuisce un volantino (anonimo, cioè non ci sono scritte e non pare riconducibile a nessuno) contro lo stesso Sassoli. Naturalmente, visto che ero presente e ben riconoscibile (con telecamera al seguito e microfono in mano), qualcuno, grillinamente (ma non era al Mps?) se l’è presa anche con me. Prima offendendomi gratuitamente (eppure ero lì fermo in silenzio senza dire niente, ma semplicemente a fare il mio lavoro di rendicontazione dell’accadimento), poi, a richiesta di spiegazioni sull’offesa stessa, affermando “Non parlo con i giornalisti” e, ancora, dopo il dialogo finale (dialogo si fa per dire, direi più urla) con lo stesso Sassoli, affermando “vediamo il giornalismo d’inchiesta che fa”, che poi è lo stesso giornalismo con cui non si parla, visto che di giornalisti uno ce n’era, io. Non importa. L’iniziativa si conclude, il gruppo se ne va con il sorriso sotto i baffi. L’intento è riuscito, Sassoli non ha parlato. Tutti contenti. Ho scoperto solo dopo, visto che lì’ per lì non si sono identificati, che i dieci/dodici avventori fanno (farebbero?) parte dell’associazione “Link” e che si professano , a giudicare anche dal loro simbolo, di sinistra. Mi pare di capire che la sede sia in zona Cecco Angiolieri. La stessa sede che, peraltro, da studente mi è capitato di frequentare qualche volta. Ohibò. Personalmente, ma è un’opinione mia e quindi di pochissimo valore, credo che non far parlare una persona, di qualunque colore sia, oltretutto in un’iniziativa pubblica e, almeno sulla carta, istituzionale e non politica, assomigli molto di più a metodi di tutt’altro colore. Tendente al nero, per esempio. Ah già, ma io sono giornalista e con me non ci si parla. Scusate.

Ps: ieri sera stupenda tappa del viaggio di “Robur Anno Zero” il volume del sottoscritto e Filippo Tozzi, la prima inchiesta sul passato, presente e futuro dell’Ac Siena presso la sede del Siena Club Fedelissimi, che ringrazio per l’ospitalità e il calore. C’erano anche mister Mario Beretta, Max Canzi, Michele Mignani, Guilliermo Giacomazzi e Luca Ceccarelli. Siamo già alla ristampa del libro, giovedì prossimo (8 maggio) faremo un’altra iniziativa al “Vinaio di Bobbe e Davide” in Camollia. Vi aspetto per una chiacchiera e un aperitivo. Possono parlare tutti.

Ps due: svolto il primo incontro “aperto” sulle tematiche di Siena Candidata a Capitale Europea della Cultura nel 2019 (http://www.2019si.eu/index.php/it/m-edia/archivio-news/item/234-siena-2019-al-via-ai-tavoli-di-lavoro-aperti-alla-cittadinanza). Esatto, aperto: cioè poteva e potrà partecipare chiunque, chiunque potrà portare il suo apporto, la sua critica, il suo contributo. Anche qui potevano e potranno parlare tutti. Ma non va bene lo stesso, chi è stato fino ad ora a dire che “non c’era apertura”, adesso dice, naturalmente solo sui social, “non ci sono giovani”, “e’belletuttoscritto”, “nonvabbeneniente”, “sempre le solite manfrine”,  “facce nuove non ci sono”. Siena Tafazzi è viva e lotta insieme a noi, insieme al movimento #habellevintomatera. Avanti così.

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4 risposte a Con i giornalisti non ci parlo

  1. Magico Vento ha detto:

    Mode inciso scherzoso on non è che con tutti questi ps stai copiando qualcuno? Mode inciso scherzoso off.

    Venendo al tema da te trattato e condannando subito gli esagitati che offendono le persone che sono lì semplicemente a fare il proprio lavoro provo a proporre delle considerazioni:
    1) sul numero dei partecipanti interessati: se era una manifestazione a carattere istituzionale non è che gli studenti hanno capito, vista l’esigua presenza, che di solito alla parole non seguono mai i fatti?
    2) Sui boicottatori: molti si sono a più riprese stupiti su come i cittadini senesi, dopo quanto accaduto in questa città, non si siano “scossi” dal torpore. Perché se si ha la fortuna di vederne alcuni subito si etichettano come “non di sinistra”? Se ne deve dedurre che il simpatizzante o l’attivista di sinistra non si deve incavolare mai, abituato come è alla pappa scodellata dal partito?
    Ciao Alessandro.

    • eliofanali ha detto:

      Carissimo, preciso
      1) Il numero dei partecipanti era esiguo, ma non lo ridurrei al fatto che “non si e’ capito” o, comunque, non solo a questo. Tante altre iniziative, piu’ o meno interessanti, sono andate deserte. In ogni caso chi ha “manifestato” aveva il diritto di farlo, come scrivo; stesso diritto aveva di ascoltare chi ha partecipato, anche fosse stato UN solo studente.
      2) Il mio discorso non riguarda il suo contesto, piu’ o meno condivisibile. Sono ancora piu’ chiaro. Ognuno ha le sue idee: rosse, nere, verdi, a pallini, rosa, bianche, grige, marroni. Il post evidenzia come SI DEBBA FAR PARLARE TUTTI, di qualunque opinione o colore. Cosa che non e’ stata fatta.
      Spero di essere stato chiaro
      Saluti

  2. StudenteRosso ha detto:

    Oltre al personaggio di Sassoli e la sua contestabilissima figura, l’iniziativa dell’unisi ha del vergognoso, poichè l’università è un’istituzione indipendente che non si deve prestare a momenti di campagna elettorale, dato che il soggetto e il partito che rappresenta sono candidati. Un motivo in più per non farlo parlare

    • eliofanali ha detto:

      Il “personaggio” Sassoli è comunque un europarlamentare che può averne fatte di cotte e di crude (ma non sta a me o a Lei, comunque non soltanto a noi due, giudicare), ma non mi risulta abbia condanne penali perndenti, per esempio. Sull’iniziativa dell’università ho già detto: non mi esprimo, per Lei è vergognosa, a me risulta sia organizzata per avvicinare in qualche modo la tanto vituperata Europa ai cittadini e comprende personaggi di tutti i colori. Al di là di tutto questo “non far parlare” una persona, visto che credo nel dialogo e nel confronto fra idee, anche aspro, non rientra nei miei metodi e nei miei, magari miseri, valori. Evidentemente rientra nei suoi.
      Saluti

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