Robur, le vecchie logiche non possono funzionare

Mi scuseranno i miei venti appassionati lettori, ma anche oggi mi diletto sulla questione Siena. Gli argomenti son tanti e oggi vorrei affrontarne uno in particolare, quello legato agli investimenti e all’equilibrio di bilancio della società. La premessa si legge, come al solito, anche su “Robur Anno Zero”: bacino d’utenza (e relativo botteghino più abbonamenti) relativo (anche se proporzionalemnte elevato rispetto alla popolazione); assenza di diritti tv (in serie D); assenza di introiti legati al calcio mercato o quasi. Per tutti questi motivi, ma ho elencato solo i principali, servon investimenti “diretti” da parte della proprietà, cioè dell’investitore. E, possibilmente, una pronta risalita nella categoria professionistica, la Lega Pro, da quest’anno peraltro accorpata in un’unica divisione. Perchè un investitore dovrebbe venire a Siena per fare calcio? La motivazione si rispecchia nella scelta, in questo momento affidata all’amministrazione comunale, su chi puntare per guidare la società o, in ogni caso, per la composizione della scelta. O affidarsi ad imprenditori locali o, comunque, legati in qualche modo al territorio; oppure affidarsi a imprenditori “esterni”, che, evidentemente, per possono maturare interessi sul territorio. Vantaggi e svantaggi si intersecano in entrambi i casi. Nel primo caso, conosciamo il tessuto eocnomico-sociale della città, legato fin ora al Monte dei Paschi e comunque privo, se non in rari casi (Pianigiani Rottami, per esempio) di reale imprenditoria, mentre sui “legami” si può avere qualche scelta in più; nel secondo caso ci si può esporre a rischi, come del resto in passato. Insomma la questione è intricata e complicata. Di certo servono soldi e liquidità, che, in qualche modo, al momento deve garantire il proprietario, l’imprenditore, l’investitore. Impossibile pensare di tornare al passato e legarsi di nuovo al Monte dei Paschi, con relative aperture di credito illimitate o quasi (e, magari, senza precise garanzie, come in passato): è vero che, al momento attuale, gli introiti non ci sono, ma non è possibile tornare alle vecchie logiche, a questo tipo di risorsa. Con un business plan serio, inoltre, fatto anche di costruzione di settore giovanile, di un minimo di sponsor e di un minimo di programmazione, può anche darsi che un istituto di credito dia una mano. Ma, intanto, serve una base solida: cioè un progetto sportivo. Senza Mps. Per il momento. Domani, si vedrà.

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