Unisi e gli affossamenti da torcicollo

Sarebbe interessante approfondire quali parametri siano stati utilizzati, ma il dato è uno e difficilmente contesabile. Il Censis sancisce ancora il primato dell’Università di Siena in Italia (http://www.comunicatistampa.unisi.it/dett_comunicato.php?idcs=5785). Leggerete commenti e interviste nelle prossime ore/giorni. Qui mi soffermo, come ho fatto altre volte, sulla positività di tali risultati. L’ateneo sta faticosamente e, forse, anche lentamente, uscendo dal periodo di crisi finanziaria (ah proposito di “buona” informazione, è da ricordare come la vicenda del “buco” fu tirata fuori da uno scoop del “Corriere di Siena”), che ha provocato sonquassi e numerosi sacrifici da parte dei lavoratori: ma lo sta facendo, utilizzando anche l’appeal che Siena ancora ha. Senza dimenticare il passato, senza dimenticare le responsabilità, ma senza avere il torcicollo, cioè la testa girata all’indietro Nonostante i detrattori (più dall’interno che all’esterno), nonostante i problemi che ancora esistono, si sta cercando di alzare la testa. Lo certificano questo tipo di indagini: come ho detto sarebbe interessante guardare i parametri, ma che Siena sia prima prescinde da tali aspetti, perchè è evidente che i dati analizzati siano i medesimi in tutti gli atenei italiani. Ci sarà anche qualcuno che dirà come il Censis sia un istituto masson-giudaico-comunista; oppure si potrà anche crederci o non crederci; si può perfino impostare l’ennesimo complotto. Il segnale positivo rimane. Da questo, come ho detto altre volte, invece di tentare un affossamento continuo della città, che avrebbe poi un effetto boomerang su chi tenta di perpeturalo (o forse no, perchè magari dall’alto di certi privilegi ci si divertirebbe a danzare sulle macerie), bisogna ripartire: mertito, professionalità, competenze. Di qualsiasi colore siano. Il passato non si dimentica, ma non ci si vive immersi. In ogni senso.

Ps uno: ho evitato di parlare ancora di Robur, sebbene la situazione sia tutt’ora in grande evoluzione con il possibile ritorno di Antonio Ponte alla guida della società. Vedremo nelle prossime ore. Di certo anticipo che credo ci sia davvero la possibilità di dar vita ad una stagione di grande entusiasmo, con trasferte corte ma popolose, popolari e coloratissime. Un altro buon punto non da quale piangersi addosso per le responsabilità, che ci sono e ci sono state, ma ripartire.

Ps due: qualcuno, per l’appunto, continua a sperticarsi sul passato, sulle nomine di questo o di quello: Ma parlare delle competenze invece che del passato? Ne parlerò.

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