Viaggio

In Puglia per qualche giorno di ferie, quindi questo blog sarà aggiornato in maniera diversa rispetto al passato. Magari affrontando anche argomenti più “filosofici” (la vacanza mi ispira) e lontani dalla quotidianità senese. La prima impressione che ho sempre quando lascio per un pò la mia città è sempre la medesima. Per quanto belli alcuni paesaggi italiani, quello della nostra provincia è assolutamente superiore. Anche nelle piccole cose, come la disposizione di certi quartieri. Mi verrebbe da dire nella qualità quotidiana della vita. Pure noi abbiamo le nostre brutture (a bizzeffe), ma non paragonabili con quelle che vedo allungando il naso, come si dice, fuori da Porta Camollia (o da Porta Romana, se preferite). Per non parlare della gestione dei rifiuti. A volte ci lamentiamo (notare il plurale) per un cestino troppo pieno, invito ogni tanto ad affacciarsi su altre città d’Italia (nord o sud, non importa) per capire quale sia la situazione. Dobbiamo difendere il punto in cui siamo ed anzi la critica può essere positiva per aumentare il nostro livello, ma l’equilibrio di giudizio, possibilmente disinteressato, è altrettanto importante. Viaggiare è un consiglio che mi permetto di dare sempre volentieri.

Ps: l’Eretico mi cita nuovamente. Cotanta importanza comincia a preoccupare. Sull’argomento del post ci sono alcune imprecisioni, probabilmente omissioni, forse fatte ad arte. Ma non importa. Sul resto potrei controbattere in mille modi, anche se temo che non ci sia peggiore interlocutore di colui che pretende di avere la Ragione. Per esempio scrivendo che nel post in questione, semplicemente, non ci sono riferimenti a precise persone, ma non importa. Il metodo di denigrare qualcuno, magari nascondendosi dietro l’ironia o a mezze frasi (va bene la sintassi questa volta?), appiccicando etichette su temi relativamente importanti, in modo da rendere non “autorevole” chi scrive agli occhi di chi legge, è un metodo utilizzato in tutti quei “regimi” che lo scrittore di cui sopra pretende di combattere. Evidentemente, dunque, si contrasta “il regime” (bisognerebbe capire quale, ma è un altro discorso…), utilizzando gli stessi metodi. La libertà di informazione e di pensiero non è a senso unico ed il pensiero unico non appartiene a nessuno. Nemmeno a chi scrive, anche se si vestono i panni di Dio (per chi ci crede). Per quanto riguarda, poi, l’arte dell’insinuazione, credo che in questo, per davvero, sia lui il maestro a cui inchinarsi. Detto tutto questo, resta il problema principale e rimane l’oggetto del contendere, che credo  la cosa più interessante della “diatriba” (chiamamola cosi’): ma perchè, vista cotanta energia e competenza comunicativa, tale capacità di tirare fuori i reali problemi della vita quotidiana, tale arte di capire come e dove vada il mondo, non approffondire il tema relativo alla “Zelig”, usando gli stessi strumenti (anche la sopracitata ironia), utilizzata per altri ed importantissimi casi (leggi scoop, si fa per dire). Non è dato saperlo. Passo e chiudo.

Ps due: cambiando argomento, ma mica tanto, leggo articoli letteralmente esilaranti, sempre sul mondo dell’informazione e della comunicazione. Se non la pensi come loro, sei prezzolato e venduto. Poi vai a vedere e i prezzolati sono altri. Così, semplicemente.

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